COP30 – Forum della gioventù: lo spazio esiste ma il potere quando arriva?

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Durante la COP30 si è tenuto il Forum Climatico della Gioventù, un momento fondamentale per dare spazio alle voci dei giovani per il clima.

L’11, 12, 14 e 18 novembre 2025, la COP30 ha ospitato quattro sessioni del Forum Climatico della Gioventù (YCF) all’interno della Zona Blu.

La partecipazione è stata intensa, le sale piene e un clima di pressione palpabile nell’aria. L’evento, co-organizzato dalla Presidenza della COP e da YOUNGO (l’organizzazione giovanile della Convenzione ONU sul Cambiamento Climatico), ha riunito giovani di tutto il mondo affinché potessero esporre direttamente ai negoziatori e ai responsabili politici le loro prospettive sulla crisi climatica e sulle politiche del clima, le cui conseguenze ricadranno soprattutto sulle generazioni più giovani.

Il forum della gioventù per il clima

Promuovendo conversazioni intergenerazionali su politiche climatiche inclusive, lo YCF cerca di andare oltre uno spazio simbolico per diventare un meccanismo di partecipazione reale e significativa di bambini e giovani ai negoziati. Nell’anno della 17ª edizione della Conference of Youth (COY), uno dei principali esempi di attivismo giovanile nel multilateralismo climatico, si è svolto il primo forum storico delle gioventù all’interno della COP, durante la Giornata delle Gioventù e delle Generazioni Future della COP27 (in Egitto).

Nel 2025, sotto la presidenza della Campionessa del Clima (PYCC) brasiliana Marcele Oliveira, le delegazioni giovanili hanno partecipato a dibattiti in quattro giornate diverse. Nella sessione finale, Ana Toni, direttrice esecutiva della COP30, ha riconosciuto che “la gioventù occupa già un ruolo centrale nei dibattiti climatici e porta valori unici al processo multilaterale qui a Belém”. Tuttavia, ha sottolineato che “molto di più deve essere fatto affinché la partecipazione sia significativa ed effettiva”.

Ana Toni

Il primo incontro del forum: equità intergenerazionale

Durante il primo incontro (11/11), Marcele Oliveira ha lamentato la mancanza di traduzione per la sessione. Come Marcele, anche la giovane Leyla Hasanova, che era stata la prima PYCC (per la COP29 nel 2024), era presente e ha preso la parola in tutte le sessioni. I giovani presenti hanno potuto intervenire con dichiarazioni e domande ai moderatori, tra cui attivisti e giovani rappresentanti di delegazioni nazionali.

Marcele Oliveira

Il dialogo inaugurale ha discusso dell’equità intergenerazionale nella transizione energetica e nel finanziamento climatico. I giovani hanno richiesto che meccanismi come le Just Energy Transition Partnerships (JETP) – piattaforme di finanziamento climatico tra paesi ricchi ed economie emergenti – siano più trasparenti e inclusivi, in modo da permettere alle comunità locali e alle nuove generazioni di partecipare alla definizione delle politiche e all’accesso alle risorse.

“Qual è il modo più efficace per portare avanti ciò che noi giovani rivendichiamo? È meglio coinvolgere più persone aumentando la consapevolezza tramite trend, oppure realizzare più ricerche, portare più dati e numeri economici nella discussione? Cosa dovremmo fare affinché la nostra voce sia ascoltata?”
Hyun Chekal, 19 anni, Corea del Sud

Hyun Chekal

Secondo incontro: le minacce della crisi climatica

La seconda sessione (12/11), questa volta con servizi di traduzione in inglese, portoghese e spagnolo, ha affrontato la domanda: “In che modo la futura cooperazione internazionale può aiutarci a raggiungere gli obiettivi relativi a cibo e agricoltura previsti dal Quadro degli Emirati Arabi Uniti per la Resilienza Climatica Globale?”. L’incontro ha discusso come la crisi climatica minacci la sicurezza alimentare, la biodiversità e i mezzi di sussistenza, in particolare di giovani e piccoli agricoltori. I partecipanti hanno cercato di identificare le lacune nei processi di adattamento e di proporre raccomandazioni concrete per la roadmap post-Belém.

Terzo incontro: giustizia climatica

L’agenda dello Youth-led Climate Forum è poi avanzata con la terza sessione (14/11), focalizzata su “Giustizia climatica per tutti: integrazione dei diritti di bambini, giovani, donne e popolazioni indigene nelle politiche climatiche”. Il dibattito è partito dal presupposto che le persone che meno hanno contribuito alla crisi climatica sono quelle che ne subiscono maggiormente gli impatti. L’obiettivo centrale era creare uno spazio di dialogo tra prospettive ed esperienze diverse, esplorando come le politiche climatiche possano riflettere realmente equità e giustizia.

La sessione ha cercato di discutere come rendere le politiche climatiche sensibili al genere e all’infanzia – rafforzando allo stesso tempo la leadership indigena e l’innovazione guidata dalla gioventù. Si auspicava che il dibattito ispirasse raccomandazioni politiche concrete e inclusive, garantendo che le politiche del clima rispondessero ai bisogni e alle leadership di tutte le comunità colpite.

“Sappiamo tutti che è facile parlare, ma è difficile vedere progressi concreti. Credo che la COP sia una miniera d’oro di opportunità per i giovani. Come possiamo assicurarci che eventi come questo coinvolgano più adolescenti, non solo per parlare simbolicamente, ma per ricevere e ottenere accesso a opportunità, finanziamenti, mentorie e uno spazio reale nel processo decisionale?”
Diego Stebelski de Alba, Messico

Diego Stebelski de Alba

Sessione finale: difesa dei diritti

Lo Youth-led Climate Forum è culminato in un evento di tre ore il 18 novembre 2025, quando è stata presentata una sintesi dei temi discussi durante la settimana. Uno dei punti centrali è stata la difesa dell’integrazione dei diritti dell’infanzia in tutto il processo della UNFCCC. L’incontro ha visto la partecipazione di speaker di alto livello, tra cui Célia Alldridge (Terre des Hommes Germany), João Paulo Amaral (Instituto Alana), Marianne Karlsen (Norvegia) e Adam Semar (consigliere clima della Child Rights International Network).

João Paulo Amaral

Un segmento speciale, il Mutirão da Juventude, ha riunito tre movimenti provenienti da Africa, Asia e America Latina, rafforzando la diversità delle voci giovanili presenti alla COP30. La sessione si è conclusa con un momento di riflessione congiunta tra i giovani delegati e i relatori, seguito dalla consegna della Global Youth Statement (GYS) alla Presidenza della COP30.

La conclusione del Forum ha enfatizzato l’importanza di monitorare l’attuazione delle raccomandazioni presentate, come modo per valutare il loro impatto reale sulle politiche climatiche globali. Questo focus su documentazione, disseminazione e monitoraggio e valutazione (M&E) risponde alla crescente necessità, da parte dei giovani, di seguire la reale influenza delle proprie richieste all’interno della UNFCCC – un processo rafforzato dal lavoro della Youth Stocktake (YST) di YOUNGO.

In questo modo, il Forum delle Gioventù alla COP30 ha riaffermato il proprio ruolo come punto di svolta verso una partecipazione giovanile non solo ascoltata, ma integrata e valutata nei processi decisionali.

La Dichiarazione Globale della Gioventù

Il principale strumento di advocacy di YOUNGO è la Global Youth Statement (GYS – Dichiarazione Globale della Gioventù), la più ampia consultazione globale con giovani e bambini sull’emergenza climatica, presentata ogni anno allo Youth-led Climate Forum e alla Conference of Youth (COY), che si svolge in una data e in un luogo vicini alla COP.

La realizzazione annuale dello Youth-led Climate Forum è sostenuta dal Paragrafo 65 del Glasgow Climate Pact (COP26) e dall’Articolo 57 del Sharm El-Sheikh Implementation Plan (COP27). Questi documenti chiave chiedono ai Paesi di organizzare sempre forum giovanili come parte delle COP. Questa è una premessa essenziale per il successo del programma di lavoro di Glasgow sull’Azione per l’Empowerment Climatico (ACE), che mira a colmare le lacune e creare spazi di dialogo intergenerazionale.

Tra spazio e potere, lo YCF continua ad aprire la strada. E a ribadire che la gioventù non vuole semplicemente stare in un angolo della sala – deve sedere al tavolo.

Marcele Oliveira e Ana Toni nella sessione finale dello Youth-led Climate Forum

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