COP30 – Anche il clima parla una lingua

Di Melyssa Fernandes Ramos Leandro
Il clima ha un proprio linguaggio — e possiamo impararlo. Ecco come capire la COP30 e il riscaldamento globale senza parlare “ambientese”.
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Il clima ha un proprio linguaggio — e possiamo impararlo. Ecco come capire la COP30 e il riscaldamento globale senza parlare “ambientese”

di Melyssa Fernandes Ramos Leandro

Hai mai sentito parlare di COP, riscaldamento globale, razzismo climatico e ti sei chiesto che cosa significano? O forse hai ascoltato espressioni come “carbonio zero” e “giustizia climatica” e ti sono sembrate complicate?
È vero: anche il clima ha un suo linguaggio. Ma è possibile capirlo in modo semplice, perché alla fine riguarda tutti noi.

Il clima ha un proprio linguaggio — e possiamo impararlo. Ecco come capire la COP30 e il riscaldamento globale senza parlare “ambientese”.

Che cos’è la COP?

La COP è un grande incontro mondiale in cui i rappresentanti di vari Paesi discutono su come prendersi meglio cura del pianeta. Nel 2025 il Brasile ospita la COP30, a Belém do Pará, nel cuore dell’Amazzonia. È un’opportunità per mostrare al mondo come il nostro Paese possa ispirare azioni di protezione ambientale e rafforzare il dialogo tra popoli e culture.

Capire alcune parole importanti

Approfondiamo ora le parole e i concetti più diffusi nel linguaggio dell’ambientalismo:

  • Mitigazione: l’insieme delle azioni che servono a ridurre le cause del cambiamento climatico, cioè a diminuire la quantità di gas serra che immettiamo nell’atmosfera o ad aumentare la loro capacità di essere assorbiti.
    Per esempio, piantare alberi o usare energia pulita aiuta a diminuire l’inquinamento.
  • Razzismo ambientale: si verifica quando comunità povere, nere, indigene o tradizionali subiscono maggiormente gli impatti dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, avendo meno accesso a risorse e protezione. È una forma di disuguaglianza che il dibattito deve affrontare.
  • Adattamento: vuol dire prepararsi agli effetti del clima che già stiamo vivendo, come siccità o inondazioni.
  • Giustizia climatica: ricorda che chi soffre di più per i cambiamenti climatici è spesso chi inquina di meno.
  • Carbonio zero: significa inquinare di meno e compensare ciò che viene ancora emesso, bilanciando l’impatto delle nostre azioni sul pianeta.
  • SDG/Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS): sono 17 obiettivi globali definiti dalle Nazioni Unite per costruire un mondo più giusto, sostenibile e inclusivo: porre fine alla fame, proteggere l’ambiente, garantire l’uguaglianza di genere, e molto altro.
  • Finanziamento climatico: è il supporto economico che Paesi e organizzazioni offrono per aiutare le comunità e le nazioni più vulnerabili ad adattarsi ai cambiamenti e investire in soluzioni sostenibili.

Perché questo riguarda tutti noi?

I cambiamenti climatici influenzano già la nostra vita quotidiana: il prezzo del cibo, le piogge intense, il caldo che aumenta ogni anno. Prendersi cura del pianeta significa prendersi cura della nostra salute, della nostra casa e delle generazioni future.

Il Brasile e il potere dell’ascolto

Alla COP30, gli occhi del mondo sono puntati sull’Amazzonia e sulle popolazioni che la abitano. Popoli indigeni, quilombolas e comunità tradizionali hanno sempre saputo ascoltare la natura, e questo è qualcosa da cui possiamo imparare molto. Dopotutto, capire il clima significa anche imparare un nuovo linguaggio, quello del rispetto, dell’ascolto e dell’azione

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