Una delegazione di nove tra giovani e ricercatori del Trentino parteciperà alla 30ª Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP30), in programma dal 10 al 21 novembre 2025 a Belém, in Brasile, nel cuore dell’Amazzonia. Si tratta del più grande evento globale dedicato alle discussioni e ai negoziati sui cambiamenti climatici che quest’anno ha l’importante obiettivo di imprimere un’accelerazione dell’azione della comunità internazionale di fronte ai ritardi accumulati nell’affrontare l’emergenza generata dai cambiamenti climatici a dieci anni esatti dall’entrata in vigore dell’Accordo sul Clima di Parigi.
Il progetto
La delegazione fa parte del progetto “Racconta il clima alla COP dell’Amazzonia”, promosso dall’associazione Viração&Jangada, che mira a sostenere attività di informazione, comunicazione ed educazione sulla crisi climatica e sulla partecipazione giovanile ai negoziati internazionali sul clima.
L’iniziativa intende favorire una maggiore consapevolezza dell’emergenza climatica globale e delle sue connessioni con il contesto locale, coinvolgendo scuole, università e cittadinanza in un percorso che unisce formazione, produzione di contenuti educomunicativi e azioni di sensibilizzazione. Quest’anno hanno già partecipato alle diverse iniziative previste nel progetto più di 4.000 studenti di 123 scuole secondarie di primo e secondo grado e più di 300 studenti e docenti di diverse università e atenei di tutta Italia.
Una lunga tradizione di partecipazione giovanile alla COP
Il progetto prosegue una consolidata esperienza di partecipazione giovanile alle Conferenze delle Parti (COP) delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Dal 2012, infatti, una delegazione di giovani trentini ha partecipato, in qualità di osservatori, a queste conferenze.
La delegazione trentina avrà il compito di raccontare la COP30 dal punto di vista dei giovani insieme ad altri 20 ragazze e ragazze brasiliani, utilizzando tecniche di giornalismo partecipativo nell’ambito dell’Agenzia di Stampa Giovanile, progetto internazionale di Viração&Jangada. La copertura includerà articoli, fotografie, podcast e video, diffusi attraverso i social media e altri canali, come il sito web www.stampagiovanile.it e gli account Facebook e Instagram dell’Agenzia (Facebook: www.facebook.com/agenziadistampa; Instagram: @stampagiovanile). I contenuti saranno inoltre pubblicati su media tradizionali come giornali, radio e riviste locali e nazionali, e tradotti in inglese, portoghese e spagnolo.
La delegazione trentina
Paulo Lima – Giornalista, educomunicatore e direttore di Viração&Jangada

Per me, questo progetto che portiamo avanti dal 2012 è un vero e proprio esercizio di educazione alla cittadinanza globale e planetaria. Rappresenta una grande opportunità per osservare da vicino le dinamiche internazionali, comprendere come si costruisce la diplomazia climatica, e incontrare attori istituzionali, organizzazioni della società civile, movimenti giovanili, comunità indigene, ricercatori e comunicatori. Ma soprattutto, significa tornare e trasformare questa esperienza in percorsi di sensibilizzazione, portando nelle scuole, nelle università e nella cittadinanza una visione più consapevole e partecipata delle sfide climatiche globali.
Allegra Zaia – Studentessa, magistrale in Global Affairs: Geopolitics and Sustainability

Partecipare alla COP30 mi rende particolarmente entusiasta: rappresenta per me l’occasione di vivere da vicino ciò che studio, osservando attivamente la volontà dei Paesi del mondo di cooperare insieme sul tema della sostenibilità. La possibilità di assistere ai negoziati internazionali significa trasformare la teoria in esperienza concreta, comprendendo da vicino le sfide della governance climatica. Raccontare quanto accade alla COP30 è, per me, un modo per avvicinare altri giovani ai processi decisionali globali e contribuire, anche solo in parte, alla costruzione di una consapevolezza collettiva sulla crisi climatica.
Margo Blaha – Dottoranda in Scienze Agroalimentari e Ambientali

Voglio capire da vicino come ognuno di noi possa dialogare anche con chi la pensa diversamente, perché credo che grazie al confronto possiamo costruire soluzioni creative e condivise. Sono fiduciosa che proprio nell’incontro delle differenze abbiamo la possibilità di metterci in discussione, di ampliare la nostra prospettiva, e di aprirci a nuovi modi di comprendere e affrontare le sfide del presente. Esperienze come la COP30 sono fondamentali per collegare il dialogo globale con l’azione locale, dove la nostra conoscenza si può trasformare in un impegno concreto e collettivo verso un futuro che ci appartiene a tutti gli effetti. Perché il futuro non si attende, ma si costruisce insieme con ogni nostra piccola o grande azione.
Klaudijo Klaser – Marie Skłodowska-Curie Global Postdoctoral Fellow affiliato al Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento.

I fenomeni meteorologici estremi associati al cambiamento climatico stanno diventando sempre più frequenti e severi e a subirne le conseguenze saranno soprattutto le generazioni future. Il mio progetto di ricerca studia nuovi modi per promuovere l’effettiva implementazione degli accordi climatici internazionali. Prendere parte alla COP30, assistere alle negoziazioni climatiche e interagire con numerosi stakeholder e addetti ai lavori è il miglior modo per portare la mia ricerca dal piano della teoria a quello della pratica.
Annika Zamboni – Consulente di sostenibilità aziendale

Partecipare per capire, capire per spiegare. La COP è il luogo in cui il mondo negozia soluzioni. Partecipare come osservatrice significa entrare nel vivo della diplomazia climatica e seguire da vicino decisioni, impegni e compromessi. Significa anche trasformare questa esperienza in conoscenza utile per persone ed aziende, così da rendere accessibili temi complessi e mostrare che la transizione ecologica non è solo una necessità, ma anche un’opportunità di crescita, innovazione e competitività per territori ed organizzazioni.
Eleonora Zomer – Laureata in Studi Europei e Internazionali

L’impatto dei cambiamenti climatici è visibile in ogni luogo e in ogni aspetto della nostra vita. Andare alla COP come giovani significa cercare di essere parte attiva del cambiamento, facendosi promotori di idee e portatori di voci da tutto il mondo. La crisi climatica si può risolvere attraverso un dialogo intergenerazionale che garantisca giustizia climatica alle popolazioni più colpite.
Viola Ducati – Divulgatrice ambientale e attivista climatica

Il collasso climatico verso cui stiamo andando non è stato causato dall’umanità intera, ma da un “club” ristretto, fatto dai Paesi più sviluppati e dalle loro élites più ricche. Per trovare una via d’uscita che sia giusta e inclusiva serve una prospettiva di pensiero diversa da quella che sta causando il disastro. Ci auguriamo che in questa COP, la prima della storia a svolgersi in Amazzonia, la voce dei popoli indigeni sia forte e chiara e ci aiuti globalmente a ripensare il nostro rapporto con il resto del vivente.
Sara Segantin – Giornalista, scrittrice e consulente della Commissione Europea per la comunicazione dei rischi climatici, conduttrice e inviata per la Rai, tra le fondatrici di Fridays for Future, ambassador per l’European Climate Pact ed Explorer per la Society of Women Geographers

Partecipo alla COP30 per raccontare le voci dei territori e delle comunità che vivono in prima linea la crisi climatica. Credo sia essenziale costruire ponti tra scienza, politica e cultura, e portare in Europa esempi concreti di resilienza e giustizia climatica. In un momento storico segnato da crisi interconnesse — ambientali, sociali e geopolitiche — è fondamentale lavorare insieme, oltre i confini, per costruire alleanze e immaginare un futuro comune. A dieci anni dagli accordi di Parigi, la COP30 è un’occasione fondamentale per rafforzare il dialogo globale fondato su ascolto e cooperazione, che ci sia dato di non sprecarla.
Marzio Fait – Giornalista pubblicista. Si occupa di comunicazione per il Centro Astalli Trento.

In un tempo segnato da incertezze, disuguaglianze e violenza, la COP, con tutti i suoi limiti, resta uno dei pochi luoghi dove si continuano a praticare il dialogo, la speranza e la democrazia su scala globale. Parto con il desiderio di incontrare i volti e le storie di chi, ogni giorno, si impegna per rendere il mondo un posto migliore.
Collaboratori, partner e sostenitori
Alla realizzazione del progetto collaborano l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA), la Società Italiana per le Scienze del Clima (SISC) e il Centro Europeo Jean Monnet dell’Università degli Studi di Trento per la formazione tecnico-scientifica.
Tra i partner figurano inoltre MUSE – Museo delle Scienze di Trento, Scuola Sconfinata, Edulia Treccani Scuola, Parole Ostili, Associazione Verso, Clima 3T, Fondazione Mondo Digitale, Italian Climate Network, Young Ambassadors Society, A Sud, Ashoka Italia, Focsiv, Associazione MED, Festival Meteorologia, Centro Jean Monnet sulla Just Fossil Fuel Transition (Università di Padova), GISHub, Polo Mediterraneo di Educazione Interculturale e Movimento Giovani per Save the Children. Il progetto è sostenuto da Gruppo Cassa Centrale – Credito Cooperativo Italiano, Gruppo Dolomiti Energia e Cova Cucine.
