Di Eleonora Zomer
Mentor: Paulo Lima
Crediti immagine di copertina: Croce Rossa Americana
Le parole di Ani Gerorgyan, volontaria della Croce Rossa armena, membro di European and Central Asian Youth Network (ECAYN) e Climate Champion della Federazione internazionale della Croce Rossa, e Marta Neves, responsabile delle operazioni internazionali e dei progetti della Croce Rossa portoghese, analizzano l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute mentale dal punto di vista di un’organizzazione umanitaria internazionale come il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.
Un viaggio internazionale per condividere buone pratiche sulla salute mentale e i cambiamenti climatici
Per iniziare l’intervista, abbiamo chiesto ad Ani e Marta come opera il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per salvaguardare la salute mentale delle persone colpite dalla crisi climatica.
Rispondendo a questa domanda, Ani spiega che la Croce Rossa armena ha un dipartimento attivo per il sostegno psicosociale e un gruppo dedicato al clima, particolarmente impegnato in attività di advocacy. L’approccio di questo gruppo è “non solo di risolvere il problema, ma di cercare di sentirlo”. Il gruppo è cresciuto nel tempo, riuscendo ad andare oltre l’ambito della Croce Rossa per promuovere attività di sensibilizzazione nelle scuole e nelle università. Per quanto riguarda la sua attività all’interno ECAYN, la Volontaria sottolinea che il cambiamento climatico e la salute mentale sono tra le priorità chiave del Network, dove si condividono le migliori pratiche tra le Società Nazionali.
Marta inizia sottolineando che, quando si tratta di cambiamenti climatici e salute mentale, tutte le Società Nazionali del Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa hanno fasi diverse di attuazione e organizzazione. Nel caso del Portogallo, ad esempio, ci sono state molte esigenze partite dal basso, principalmente da parte delle sedi locali che sentono la necessità di collegare la salute mentale e il sostegno psicosociale (Mental Health and Psychosocial Support – MHPSS) ai cambiamenti climatici.
Negli ultimi anni, lo Stato ha affrontato diversi eventi climatici estremi, durante i quali la Croce Rossa ha inviato psicologi per sostenere la popolazione colpita. Tuttavia, mancano psicologi formati nel soccorso post-catastrofe. Altre Società Nazionali hanno linee guida più avanzate sul cambiamento climatico e la salute mentale, come la Norvegia, il che rende più facile collegare i due argomenti. Per questo è importante condividere le buone pratiche e imparare gli uni dagli altri. Sia la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa che ECAYN hanno sviluppato strumenti differenti e completi su diverse questioni relative al cambiamento climatico e all’MHPSS che sono facilmente replicabili in altri contesti.
Accessibilità e mancanza di interesse: perché la salute mentale non è una priorità nella crisi climatica
Abbiamo proseguito chiedendo quali siano le sfide da affrontare per poter attuare azioni e strategie volte a contrastare il cambiamento climatico e la salute mentale.
Per Ani, “l’unica sfida” è quella di collegare in modo fluido il cambiamento climatico e la salute mentale e comunicare questo concetto alle comunità. Marta cita invece quattro sfide principali che la Croce Rossa portoghese sta attualmente affrontando, ma che sono comuni anche ad altre realtà:
- accessibilità economica del supporto psicologico: è molto difficile permettersi uno psicologo, che è diventato più un “privilegio” per alcune persone, invece che un diritto che tutti dovrebbero avere;
- la salute mentale non è vista come una priorità: le persone non considerano la crisi climatica come un fattore che influisce sulla loro salute mentale, ma affrontano la crisi in “modalità sopravvivenza”. Ciò significa proteggersi dalle ondate di calore, non perdere la propria casa durante gli incendi boschivi, non perdere i raccolti durante le inondazioni, ecc.
- differenze generazionali: i giovani sono generalmente più esposti ai temi della salute mentale e tendono ad essere più consapevoli degli impatti dei cambiamenti climatici, ad esempio cosa sia l’eco-ansia. Lo stesso non si può dire per gli anziani, che hanno meno familiarità con questi temi ed espressioni;
- mancanza di interconnessione tra cambiamenti climatici e salute mentale nelle strategie dei governi nazionali. “Quindi, una cosa è che le Società Nazionali della RCRC abbiano questo collegamento nelle loro strategie e nei loro piani (ndr), un’altra cosa è che i governi prendano effettivamente in considerazione questo collegamento, cosa che finora è mancata”. Solo quando i livelli governativi prenderanno adeguatamente in considerazione il cambiamento climatico e il MHPSS nei loro piani e nelle loro strategie, allora questo raggiungerà il livello locale.
Dialogo intergenerazionale e approccio olistico come strategie essenziali
Come terzo quesito, abbiamo chiesto di approfondire le strategie utilizzate per comunicare questo argomento a diverse fasce d’età. Il dialogo intergenerazionale è una strategia efficace?
La strategia principale concordata da entrambe le intervistate è quella di collegare i due argomenti, in modo che ogni volta che si tiene una sessione sul clima, venga inclusa anche la dimensione della salute mentale e viceversa. Marta e Ani affermano inoltre la necessità di sensibilizzare l’intera popolazione, che per Marta significa “rendere [le persone] consapevoli di come [il cambiamento climatico e la salute mentale] siano collegati”. Promuovere un dialogo intergenerazionale è considerata una strategia efficace per sensibilizzare, creare uno spazio per condividere i sentimenti legati alla crisi climatica e comprendere le emozioni diverse, ma simili, che le generazioni più giovani e quelle più anziane provano nei confronti del cambiamento climatico.

Azioni strategiche
Per concludere, abbiamo chiesto a entrambe le ospiti di indicare tre azioni e strategie che il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e, più in generale, le comunità devono intraprendere per affrontare la sfida del cambiamento climatico e della salute mentale.
Per Marta, i passi fondamentali da compiere includono un cambiamento strutturale e un approccio olistico alla salute mentale nella crisi climatica, che non lasci indietro nessuno. Allo stesso modo, Ani sottolinea la necessità di collegare il cambiamento climatico e la salute mentale, di fare più advocacy, riassunto in modo efficace nel motto “speak up, you are not alone” (fai sentire la tua voce, non sei solo).

Ani Gerorgyan, membro di European and Central Asian Youth Network (ECAYN), Climate Champion della Federazione internazionale della Croce Rossa e Volontaria della Croce Rossa armena.

Marta Neves, responsabile delle operazioni internazionali e dei progetti della Croce Rossa portoghese.
Per saperne di più
Questo articolo fa parte della serie di articoli scritti in avvicinamento alla COP30 che si terrà a novembre in Brasile, raccolti in questa sezione che invitiamo a consultare.
