Le piazze greche si riempiono in cerca di giustizia a due anni dall’incidente di Tempe

Di Alina Mancino
Mentorship Francesco Bevilacqua
Tempe
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Tempe, 28 febbraio 2023: un incidente ferroviario sconvolge la società greca: è la goccia che fa traboccare il vaso in una politica di austerity insostenibile.

di Alina Mancino
Mentor: Francesco Bevilacqua

Il 28 febbraio 2023, poco prima della mezzanotte, un treno merci partito da Salonicco e diretto a Larissa e un treno che portava quasi solo studentɜ da Atene a Salonicco, hanno viaggiato per 19 minuti sullo stesso binario prima di scontrarsi nella valle di Tempe, in Grecia.

Questa non è solo una storia che racconta un fatto tragico, è la storia di un evento che ha fatto infuriare un intero Paese e che fotografa la fatica sociale, economica e strutturale della Grecia contemporanea. Quello di Tempe è l’episodio che ha portato in piazza migliaia di persone per due anni e ad una proposta di voto di sfiducia del governo Mitzotakis a inizio marzo di quest’anno. Quello di Tempe è un caso di cui non si parla molto in Italia, nonostante, almeno in parte, c’entriamo anche noi.

Murales nel luogo dell’incidente, nella valle di Tempe (foto di Alina Mancino)

Entrambi i treni coinvolti nell’incidente erano infatti di proprietà di Hellenic Train, la rete ferroviaria greca controllata da Ferrovie dello Stato (Trenitalia) dal 2017.

L’incidente di Tempe ha causato 57 vittime, moltɜ dellɜ quali studentɜ universitariɜ di rientro dalle vacanze di carnevale. 

Le proteste, sia pacifiche che violente, si sono scatenate in tutta la Grecia immediatamente dopo l’incidente e non si sono mai fermate. Oggi, a due anni dall’evento, si continua a denunciare l’inefficienza del sistema ferroviario, le carenze infrastrutturali del Paese e la possibile corruzione nel caso in questione.

Manifestazione del 28 febbraio 2024 a Salonicco (foto di Alina Mancino)

Le indagini sull’incidente di Tempe

L’unica persona arrestata finora è il capostazione di Larissa, responsabile del traffico ferroviario nel momento della collisione, mentre il ministro dei trasporti Kostas Karamanlis si è dimesso il giorno dopo l’incidente, assumendosene la responsabilità politica. Il parlamento greco ha rifiutato, dopo l’incidente, di istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione del sistema ferroviario greco che avrebbe portato il processo davanti a un tribunale speciale.

Memoriale commemorativo di fronte alla stazione di Larissa (foto di Alina Mancino)

Ad oggi non è ancora cominciato alcun procedimento penale; le famiglie delle vittime hanno incaricato un comitato di ricercatorɜ per investigare le cause dell’incidente. Quest’ultimo, il 27 febbraio 2025, ha pubblicato un report che individua come possibile causa di alcune delle morti, un incendio avvenuto a seguito dello scontro tra i due treni e causato dalla probabile presenza illegale di materiale altamente infiammabile sul treno merci. 

Questa ipotesi deriva dal fatto che, come si vede in tutti i video dell’incidente, c’è stata una forte esplosione che non sarebbe giustificata dallo scontro dei vagoni. Questa è al momento solamente un’ipotesi, ma ha scatenato molta rabbia da parte delle famiglie delle vittime e della società civile. 
Uno dei fattori principali delle proteste è dato dal fatto che, il giorno dopo lo scontro, l’area sia stata completamente ripulita e cementificata, in un’operazione che molte persone considerano essere un tentativo di insabbiare le responsabilità del caso. Essendo il luogo del presunto crimine stato ripulito rapidamente, molte delle prove non sono più accessibili, di conseguenza le indagini sono molto difficili.

Cappella commemorativa nel luogo dell’incidente, nella valle di Tempe (foto di Alina Mancino)

L’investigazione indipendente ha evidenziato gravi falle nel sistema di sicurezza, privo di segnalamento elettronico e gestito in gran parte manualmente dai capistazione. Solo quattro giorni prima dell’incidente, infatti, il sindacato nazionale delle ferrovie greche aveva rilasciato un comunicato in cui denunciava uno stato generale di degrado del sistema ferroviario.

Questo problema si inserisce nel più ampio contesto in cui la Grecia si trova a vivere dal 2008 in poi, con una crisi economica che ha imposto una politica di austerity, che include tagli a pensioni e a servizi pubblici, un aumento delle privatizzazioni e del tasso di disoccupazione.

In questo contesto il malcontento e l’indignazione dell’opinione pubblica hanno portato, il 7 marzo 2025, a un voto di sfiducia in Parlamento nei confronti del governo Mitzotakis, che è però stato respinto, in quanto Nuova Democrazia, il partito creato da Karamanlis e di cui Mitzotakis è leader, ha la maggioranza assoluta. 

Lo stato delle infrastrutture in un Paese racconta molto delle sue scelte politiche. La società greca, che ad oggi risente fortemente della politica di austerity e della privatizzazione di molti servizi pubblici, sta ragionevolmente chiedendo che la vita delle persone venga messa prima del profitto economico.

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Alina Mancino

Segnata come Alessia all’anagrafe, sceglie Alina per l’arte, le amicizie e per i contesti internazionali in cui nessunə riesce a pronunciare correttamente il suo nome. Laureata in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione, sceglie di vivere in una coabitazione solidale giovanile per esperire la bellezza della vita comunitaria e delle pratiche di buon vicinato. Appassionata di danza e altre forme di espressione artistica, continua a sperimentare la vita, un giorno alla volta.

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