Accessibilità alla lettura: il lavoro del CDH di Bologna e della collana PariMenti

Di Agnese Giunchi
Mentorship Marianna Malpaga
Condividi:
Leggere di più, leggere tutti! I progetti di accessibilità alla lettura sono tanti e variegati ma tutti sintetizzabili in questo obiettivo

Di Agnese Giunchi
Mentor: Marianna Malpaga

In tema di accessibilità alla lettura, la biblioteca del Centro Documentazione Handicap (CDH) di Bologna è, ad oggi, la più fornita di libri in simboli. Ne realizza alcuni ad uso interno ed altri rivolti all’esterno. Infatti, ha collaborato alla creazione della collana editoriale PariMenti, della casa editrice La Meridiana. Abbiamo avuto il piacere di parlare con Luca Cenci, coordinatore del laboratorio permanente Librarsi, Tatiana Vitali, educatrice con disabilità, e Sara Foschi, lavoratrice con disabilità presso il CDH e attrice nel tempo libero.

Immagine che contiene vestiti, interno, persona, arredo
Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.
Tatiana Vitali, Luca Cenci e Sara Foschi

Tutto è iniziato dai libri

L’interesse del CDH nel fornire libri in simboli, nella lingua dei segni (LIS) e libri scritti attraverso una comunicazione aumentativa e alternativa (CAA), è radicato nella sua natura. Difatti, ci racconta Luca, nel 1982 il pedagogista ed editore Andrea Canevaro dona a Claudio Imprudente diversi libri che affrontano temi legati a disabilità, handicap ed integrazione. Imprudente, che oggi è formatore, scrittore e giornalista con tetraparesi spastica, negli anni ’80 si impegna nella promozione di una nuova cultura della disabilità.

In primo luogo, si domanda in che modo una persona con disabilità grave possa contribuire alla società, diventando un soggetto pienamente attivo e non più passivo. L’autodeterminazione diviene l’obiettivo portante, in tutti i settori: sport, relazioni amorose, amicizie e passioni. Lo step che segue è la decostruzione degli stereotipi che sono stati creati attorno alle disabilità, in particolare combattere l’idea che la disabilità sia omogenea, che ne esista solo un tipo e che sia sempre uguale.

Imprudente fonda successivamente, nel 1996 ed insieme ad altri colleghi, il CDH di Bologna, volto alla realizzazione di laboratori, attività e servizi di promozione della nuova cultura della disabilità. I libri presenti nella biblioteca vogliono essere un ausilio aggiuntivo, per aumentare l’autonomia e la piacevolezza della lettura, non solo per chi ha una disabilità mentale ma anche per bambini in età prescolare o per persone che hanno vissuto traumi in merito a determinati argomenti, o ancora per persone straniere. L’obiettivo è estendere il bacino dei lettori, rendendo la lettura, quale canale di conoscenza, più accessibile.

Immagine che contiene testo, schizzo, disegno, libro
Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.
Le pagine de “Il mio Afghanistan” di Najafi, l’illustrazione a sinistra è di Camilo De la Cruz

Breve storia del linguaggio in simboli

Quando domando come sia nato il linguaggio in simboli, Luca mi rimanda a Charles Bliss, originariamente Karl Blitz, che ha dato vita al capostipite dei linguaggi simbolici, il Blissymbolics. Bliss era un ebreo austriaco, ingegnere visionario, nato nel 1897 in una cittadina dell’Impero austro-ungarico, oggi in Ucraina, dove cresce immerso in un melting pot di lingue. Il confronto con le lingue straniere diventa poi una costante della sua vita, costretto com’è a spostarsi numerose volte. A seguito della deportazione a Dachau e poi a Buchenwald, ritrova presto la libertà ma non un posto sicuro in Europa, pertanto sceglie di emigrare in Cina.

Durante la sua permanenza a Shanghai, nel 1940, rimane affascinato dai caratteri della lingua cinese: di cui la sua idea di creare logogrammi dal significato universale. Il nome che Bliss assegna a questo sistema è “Semantography”, presente anche nei titoli delle sue opere. Il progetto non ottiene grande visibilità sino al 1965, quando il Cripple Children Center dell’Ontario inizia a servirsi del Blissymbolics come ausilio per bambini con disabilità. Iniziano così ad essere realizzati linguaggi simbolici similari, come il Picture Communication Symbolics (PCS), utilizzato soprattutto negli anni ’80 negli Stati Uniti per permettere a donne vittime di violenza di comunicare il loro trauma.

Circa un ventennio dopo, in Inghilterra, nasce il Widgit Literacy Symbols (WLS) con un carattere grafico più maturo, che permette di rappresentare anche le caratteristiche morfosintattiche, come i plurali ed i tempi verbali. Queste informazioni non sono invece riportate dai simboli del PCS, che mirano ad una massima trasparenza grafica. 

Immagine che contiene testo, elettronica, computer, schermata
Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.
Utilizzo dimostrativo del software Symwrite

La collana PariMenti

Oggi la biblioteca del CDH è la più fornita di libri in CAA, difatti ne realizza sia per chi voglia consultarli o prenderli in prestito, sia per la collana PariMenti. Tutto è iniziato con il progetto Calamaio, nato 40 anni fa, che realizza attività per diffondere la cultura dell’inclusione. Si inserisce in questo contesto il laboratorio Librarsi, in cui educatori ed animatori, con e senza disabilità, modificano libri per renderli fruibili in simboli, servendosi del software Symwriter.

Calamaio, nel tempo, ha assecondato la volontà del CDH di fare divulgazione sulle disabilità e quindi anche sulla scrittura in simboli; per questo motivo sono stati, e vengono tuttora realizzati, progetti con le scuole medie di Bologna. In alcuni di questi progetti, i ragazzi sono stati chiamati a raccontare il proprio quartiere, in altri la propria storia individuale, in altri ancora a tradurre un classico della letteratura. È questo il caso del Diario di Anna Frank, che dopo essere stato modificato in simboli nel 2016, ha mosso l’interesse della direttrice della casa editrice La Meridiana.

Immagine che contiene testo, interno, parole crociate
Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.
La monografia su Van Gogh curata da Teresa Righetti

È stato così proposto al CDH di collaborare per la creazione di una collana. Da questo sodalizio sono state realizzate altre sette pubblicazioni: L’albero del riccio, Il mio Afghanistan, A Said piaceva il mare, Canto di Natale, Giacomo di cristallo e altre storie di Rodari, Milagro e Dracula. Solo alcuni di questi libri sono illustrati, come Il mio Afghanistan, i cui disegni sono stati realizzati da Camilo De la Cruz, collaboratore con disabilità presso il CDH. Le illustrazioni sono composte da una moltitudine di tratti fini e corti.

Alla lista delle pubblicazioni si aggiungono due monografie d’arte, una su Van Gogh ed una su Frida Kahlo, ideate dalla storica dell’arte Teresa Righetti. Si tratta perlopiù di classici intramontabili, scelti perché trasmettono valori e insegnamenti sempre validi, e per questo sono spesso letti durante la fase adolescenziale. Infatti, un punto cruciale del CDH prima e della collana poi è quello di garantire la divulgazione di libri più accessibili, che siano adeguati anche negli argomenti ad un pubblico di giovani adulti.

Fino ad una decina di anni fa vi era un grande vuoto editoriale, libri simili venivano pubblicati esclusivamente per l’infanzia, mentre oggi, grazie a progetti come quelli del CDH e di PariMenti, negli scaffali delle librerie vi sono libri in formato easy to read, che hanno l’obiettivo di rendere facili anche i temi più difficili, senza semplificarne la portata.

Le difficoltà nella realizzazione dei libri in simboli

Le difficoltà che si incontrano nel realizzare libri in simboli sono diverse e variano a seconda di chi utilizza il software Symwrite e a quale target ci si rivolge. Tatiana per esempio ci fa presente come il programma per visualizzare il monitor, di cui necessita per la sua ipovedenza, risulti talvolta incompatibile con il software Symwrite. Inoltre il software, per alcune parole, propone più di un simbolo e scegliere il più inerente non è sempre semplice. Luca aggiunge che ogni riga dovrebbe avere un significato, ma spesso per motivi di impaginazione questa caratteristica viene trascurata. Inoltre, anche non stravolgere le intenzioni originarie dell’autore è spesso un tema complesso.

Più volte, nel corso del nostro incontro, Luca, Tatiana e Sara hanno ribadito un concetto: la disabilità a 360° non esiste. Questo perché le disabilità sono eterogenee e non esiste un unico modo per interfacciarsi con esse. Rimanendo nel campo dell’accessibilità alla lettura, i libri in simboli non sono l’unico mezzo per renderla più accessibile, esistono infatti libri in LIS, libri tattili, audiolibri e podcast: ciascuno di essi risponde a bisogni differenti. 

Immagine che contiene libro, collezione, interno, Scaffalatura
Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.
Scaffale espositivo all’interno del CDH

Per saperne di più

RaiRadio3 ha dedicato qualche anno fa una puntata intera del podcast WikiRadio alla figura di Charles Bliss, mentre Claudio Imprudente ha rilasciato nel 2016 un’interessante intervista al magazine online Vita, in occasione dei trent’anni dalla nascita del Progetto Calamaio. Infine, proprio sul sito di Progetto Calamaio, trovate l’intervista all’illustratore con disabilità motorie Camilo De la Cruz.

Per quanto riguarda invece l’accessibilità generalmente intesa, e dunque legata non soltanto alla lettura, abbiamo approfondito alcuni mesi fa l’evoluzione paralimpica di molti sport, con un’intervista al nuotatore Efrem Morelli. Quanto sono invece (in)accessibili e (poco) inclusive le nostre città? Chiara Camporese, qualche anno fa, ha portato avanti una riflessione sul tema che, purtroppo, è ancora molto attuale.

Condividi:

Agnese Giunchi

Studentessa di Sviluppo globale e cooperazione internazionale a Bologna, attraverso cui sta approfondendo tematiche quali le diseguaglianze ed il terzo settore. É sempre pronta ad immergersi in nuove culture e capirne le dinamiche, osservandone lingua, politica, storia, tradizioni e arte. Mossa dalla volontà di condividere le micro e macro realtà di cui viene a conoscenza ha scelto di dedicarsi al giornalismo per dare loro spazio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

plugins premium WordPress