Di Andrea Cozzetto
Mentor: Filippo Caon
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Fin dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio del 2022, Vladimir Putin ha imposto
diverse linee rosse ai governi occidentali. Linee che possono essere interpretate come confini
politici, militari ed economici ai Paesi avversari e che, secondo quanto affermato dal presidente
russo, se superate porterebbero a un’escalation del conflitto. Analizzare alcune di queste red line
può essere utile per comprendere la loro efficacia e veridicità e di come possano condizionare il
futuro sostegno militare dell’Ucraina.
Propaganda o minaccia reale?
L’imposizione di limiti alla politica estera degli stati occidentali ha preceduto di un paio di mesi
l’invasione del 24 febbraio 2022. Già a dicembre 2021, Vladimir Putin aveva dichiarato che se la
NATO avesse supportato l’Ucraina con materiale militare occidentale, la risposta russa sarebbe
stata molto forte, come colpire obiettivi strategici in Europa con i propri missili. La minaccia
sembrava una risposta ad una serie di operazioni condotte dagli USA e i suoi alleati per
rafforzare la collaborazione militare con l’Ucraina: l’invio di un pacchetto di aiuti militari dal
valore di 125 milioni di dollari a maggio del 2021 rientrava nell’ottica di questa strategia. Questa
linea rossa venne ampiamente superata subito dopo lo scoppio della guerra.
Nonostante in certi periodi si sia dimostrato altalenante, il supporto militare occidentale è
cresciuto sia in termini qualitativi che quantitativi: la fornitura di missili HIMARS, di carri
armati occidentali e jet F-16 ne sono un esempio. L’approvvigionamento di questi specifici mezzi
militari, così come la recente decisione da parte di Washington e degli alleati NATO in Europa di
autorizzare l’utilizzo di missili a lungo raggio per colpire infrastrutture strategiche in territorio
russo, hanno segnato il superamento di un’altra linea rossa imposta precedentemente da
Putin. Nonostante ciò, le conseguenze del superamento non si sono tradotte né in una escalation
nucleare, né in un allargamento del conflitto ai paesi facenti parte della NATO.
Ci si potrebbe chiedere perché Putin continui a dettare condizioni la cui efficacia risulta essere, alla
luce di quanto esposto precedentemente, dubbia. A spingerlo sono diversi fattori: accrescere il
timore occidentale di un’escalation militare, consolidare la propria posizione all’interno del
suo circolo di potere, scoraggiare il supporto economico e militare occidentale all’Ucraina. La
scelta di imporre delle linee rosse potrebbe fare parte di una strategia denominata maskirovka,
adottata diverse volte dal sistema di potere russo, che contempla l’utilizzo della propaganda e della
diffusione di informazioni false al fine di manipolare ed influenzare la percezioni del nemico.
Il futuro del supporto occidentale
Agli sgoccioli del suo mandato, il presidente uscente Joe Biden ha annunciato un ulteriore
pacchetto di aiuti militari ed economici del valore di quasi 6 miliardi di dollari da destinare
all’Ucraina. L’iniziativa potrebbe essere un ultimo sforzo prima dell’insediamento di Trump, nel
timore che il nuovo presidente decida di ridurre drasticamente le forniture militari statunitensi.
Le dichiarazioni di Trump riguardo il desiderio che gli stati dell’UE aumentino le spese militari
dall’attuale 2% al 5% del PIL potrebbero essere interpretate come una provocazione, il cui obiettivo
potrebbe quello di legare maggiormente l’assistenza militare dell’Ucraina ai paesi dell’UE; ad oggi
gli Stati Uniti e l’UE hanno investito rispettivamente un totale di 61,4 miliardi di dollari e 47,3
miliardi di euro per il sostegno militare all’Ucraina.
A quasi tre anni dall’inizio della guerra, le speculazioni su presunte trattative di pace sono sempre
più frequenti, anche se le diverse proposte, come quella avanzata da Trump e da Putin, non fanno
riferimento a un eventuale ingresso dell’Ucraina nella NATO. La questione della sicurezza
dell’Ucraina e dei suoi cittadini è oggi una delle priorità della NATO; bisognerà vedere se
l’eventuale imposizione di nuove linee rosse potrà condizionare il futuro sostegno occidentale
alla causa ucraina.
Per saperne di più
Per approfondire il tema della guerra in Ucraina e dei suoi sviluppi, suggeriamo la lettura dell’intervista ad Olga Karach, attivista, giornalista e politica bielorussa. Vi sono però altri conflitti che ancora infiammano il mondo: quello in Sudan, per esempio, di cui ci siamo occupati lo scorso mese.
