Cosa significa essere cittadini in un mondo globalizzato come quello di oggi? Durante la Giornata Mondiale della Filosofia, a Bologna, il convegno “I tempi della cittadinanza” ha esplorato la questione, fornendo spunti di riflessione e dialogo, evidenziando il ruolo giocato dall’educazione alla cittadinanza globale per le future generazioni.
Di Camilla Ballanti
Mentor: Paulo Lima
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Ogni anno, il terzo giovedì di novembre, si celebra la Giornata Mondiale della Filosofia. Istituita nel 2002 dall’UNESCO, questo evento ha come obiettivo riflettere sullo sviluppo del pensiero filosofico al servizio della comprensione delle crisi contemporanee, in modo da creare le condizioni intellettuali per il cambiamento verso un ideale di pace e cooperazione.
L’edizione di quest’anno, svoltasi il 21 novembre 2024, ha esplorato il tema “Bridging social gaps”. Indagando come la filosofia giochi un ruolo importante nel ridurre le fratture sociali che impediscono la pratica di un mondo condiviso. Le attività di riflessione proposte hanno avuto come elemento comune la promozione dei valori di inclusività e coesione sociale.
Nuovi modi di intendere la cittadinanza
All’interno di questa cornice, presso la Facoltà di Filosofia dell’Alma Mater di Bologna, si è tenuto il convegno “I tempi della cittadinanza”. Gli interventi e le discussioni che hanno avuto luogo sono stati molteplici e variegati, data la complessità nella definizione del concetto. La riflessione filosofica ha spaziato dalle origini dell’idea di cittadinanza fino alle sfide attuali che il concetto deve affrontare.
La globalizzazione a livello economico, politico e sociale, la riduzione del potere effettivo di governo degli Stati nazionali, i fenomeni della crisi climatica e della digitalizzazione, sono tutti esempi di sfide che negli ultimi decenni hanno contribuito a rendere l’idea di cittadinanza classica nazionale ormai obsoleta. Tra queste, le questioni ambientali occupano indubbiamente un posto importante. La loro presenza ha permesso di ripensare la cittadinanza in una prospettiva globale, come appartenenza ecologica e sociale al mondo.
Come educare alla cittadinanza globale?
Il concetto di cittadinanza globale si basa sull’assunto che ogni persona non sia più legata a un unico Paese, ma faccia parte di un’ampia comunità mondiale. Di conseguenza, contribuendo al miglioramento di questa comunità, è possibile influenzare il cambiamento positivo anche a livello nazionale, regionale e locale. Per poter diffondere un esercizio pratico e consapevole di questa nuova idea di cittadinanza, l’UNESCO promuove l’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG), menzionata fra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030.
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La sua divulgazione viene promossa in diverse aree e su più livelli, avvalendosi non solo della classica educazione scolastica. Nel contesto politico, ad esempio, i governi possono sviluppare strategie e quadri nazionali che riconoscano l’importanza di comprendere le questioni locali da una prospettiva globale e dare priorità ai programmi educativi che riflettono questa visione. Musei e istituzioni culturali, inoltre, possono progettare mostre e materiali didattici che ispirino la cittadinanza globale. Da ciò emerge come la ECG non possa essere concepita come una singola materia con un programma di studi prestabilito, ma rappresenti piuttosto un quadro di riferimento attraverso il quale l’istruzione viene declinata.
Scopo finale dell’Educazione alla Cittadinanza Globale è costruire conoscenze, competenze, valori, atteggiamenti che permettano di affrontare le sfide poste dalla globalizzazione, basandosi su un approccio poliedrico e trasformativo. Nel caso dell’educazione nelle scuole, il processo di apprendimento previsto è continuo: a partire dalla prima infanzia proseguendo per tutti i gradi scolastici fino all’età adulta, il percorso di ECG prevede l’utilizzo di approcci formali e informali, interventi curricolari e extra-curricolari e percorsi convenzionali e non convenzionali alla partecipazione.
La Cattedra UNESCO all’educazione alla cittadinanza globale
Nel corso del convegno organizzato dall’università di Bologna, un progetto che è stato presentato in relazione a questo tema è stato la cattedra UNESCO all’educazione alla cittadinanza globale. Il programma delle Cattedre UNESCO, istituito nel 1992, promuove la collaborazione internazionale interuniversitaria e l’organizzazione in rete per migliorare le capacità istituzionali attraverso la condivisione di conoscenze.
La Cattedra UNESCO all’educazione alla cittadinanza globale è stata assegnata nel 2021 all’ateneo bolognese dal quartier generale dell’UNESCO e oggi presenta diversi progetti in attività. Nel contesto della didattica, la cattedra propone corsi trasversali aperti a tutta la comunità studentesca dell’ateneo sullo sviluppo di competenze di cittadinanza globale.
Considerando poi l’attività di ricerca, oltre a progetti riguardanti la formazione degli insegnanti, vi sono anche collaborazioni con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, utili ad ampliare gli strumenti e le visioni possibili sul tema. Come ulteriore elemento, le attività comprese nella terza missione prevedono la promozione culturale dei valori e principi della ECG attraverso eventi, conferenze e scambi che coinvolgano la società civile e il tessuto imprenditoriale presenti sul territorio.
