COP29: I leader del mondo di fronte alla sfida climatica

Di Maddalena Volcan
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Nei primi giorni alle Conferenze Onu sul Clima i protagonisti sono senz'altro i Capi di Stato che con i loro discorsi danno il via ai negoziati, ponendo aspettative e obiettivi per i lavori a seguire.

Nei primi giorni alle Conferenze Onu sul Clima i protagonisti sono senz’altro i Capi di Stato che con i loro discorsi danno il via ai negoziati, ponendo aspettative e obiettivi per i lavori a seguire.

di Maddalena Volcan

“Il suono che sentite è il ticchettio dell’orologio: siamo al conto alla rovescia finale. Il tempo non è dalla nostra parte.” Così ha esordito António Guterres, segretario generale dell’ONU, all’apertura del vertice dei leader dei Paesi per il clima durante la COP29 di Baku. 

Le parole di Antonio Guterres

Guterres ha esortato i Paesi ad impegnarsi e collaborare per rendere la COP29 non solo un luogo di discussione, ma soprattutto un bacino di azione verso un futuro migliore. La giustizia climatica è una necessità per ogni individuo: i più vulnerabili non possono essere abbandonati ai margini dell’azione per il clima. Per questo la finanza per il clima è centrale, poiché fondamentale per l’esistenza dei paesi più vulnerabili, per la mitigazione ed per l’adattamento. Come esorta Guterres, “la finanza per il clima non è carità: è un investimento. L’azione per il clima non è un’opzione: è un imperativo.”

L’intervento della Spagna

Per la prima volta, quest’anno, è un Paese europeo a denunciare gli effetti catastrofici della crisi climatica che stiamo vivendo: la Spagna. Pedro Sanchez, primo ministro spagnolo e uno dei pochi capi di stato europei presenti alla Conferenza, ha sottolineato la minaccia esistenziale che rappresenta il cambiamento climatico, anche per l’umanità stessa. 

“Il cambiamento climatico uccide”, ha dichiarato il Primo Ministro, raccontando la tragedia di Valencia, che solamente due settimane fa è stata il teatro del più grande disastro ambientale della storia spagnola con la morte di più di 220 persone. Il Pianeta sta reagendo al secolare sfruttamento delle risorse da parte dell’uomo ed è necessaria un’azione immediata e concreta per evitare che i disastri naturali si ripetano e si moltiplichino. “Non si tratta di diminuire, ma di crescere in modo diverso, più sostenibile e più responsabile – afferma Sanchez – Non sarà facile, ma è possibile.” Il Premier sottolinea la necessità di un’azione coordinata e solidale tra i Paesi, non solo per aiutare le vittime delle tragedie ambientali, ma anche per impedire che si ripetano o, peggio, si moltiplichino. 

Le isole del Pacifico

Altri Paesi, come le piccole isole dell’oceano Pacifico, sottolineano il ruolo fondamentale della finanza climatica per il fondo perdite e danni. “Guardando in giro per il mondo, vediamo che i fondi fluiscono liberamente verso la guerra, ma vengono controllati quando sono destinati alla crisi climatica”, afferma Mohamed Muizzu, Presidente delle Maldive. 

Anche Hilda Heine, Presidenta delle Isole Marshall, esalta la necessità di un’immediata transizione energetica verso le fonti rinnovabili da parte dei Paesi sviluppati e critica l’inazione di alcuni governi rispetto all’emergenza climatica. 

E l’Italia?

Tuttavia, la dipendenza dei Paesi sviluppati dai combustibili fossili è ancora troppo alta. L’Italia ha uno stretto rapporto di commercio di petrolio e gas con l’Azerbaijan: per l’economia azera l’Italia rappresenta il 57% del proprio export in petrolio. L’Azerbaijan è uno dei ‘petro-stati’ del Caucaso, definito così per la sua forte dipendenza dagli idrocarburi, la cui esportazione ha rappresentato il 92,5% dei profitti nel 2023. Questo è il motivo per cui Ilham Aliyev, Presidente dell’Azerbaijan, ha definito le fonti fossili come “un dono di Dio” nel suo discorso di martedì, 12 novembre: un discorso stonato rispetto agli obiettivi della Conferenza ONU per il clima.

La Premier italiana Giorgia Meloni ha sottolineato nel suo discorso la necessità di avere un obiettivo finanziario inclusivo ed equo, che stimoli la cooperazione tra Paesi sviluppati ed emergenti. Come afferma Eleonora Cogo, esperta senior di finanza internazionale in ECCO: “Meloni è una dei pochi leader dei Paesi G7 presenti, un segnale importante di presenza per rafforzare i processi multilaterali e promuovere la cooperazione internazionale tra il Nord e il Sud globale”. La Premier ha infatti ribadito l’impegno finanziario dell’Italia nella cooperazione con i Paesi emergenti e in via di sviluppo.

Obiettivi del nostro Paese

Quest’anno oltre 4 miliardi di euro saranno dedicati al Fondo per il clima per l’Africa con il Piano Mattei, progetto di cooperazione allo sviluppo e investimento dell’Italia per l’Africa, e il nostro paese continuerà a finanziare il Fondo Verde per il Clima e il Fondo Perdite e Danni, stabiliti alla COP28.

“È altrettanto prioritario che la decarbonizzazione tenga conto della sostenibilità dei nostri sistemi produttivi e sociali. – evidenzia la Prima Ministra – La natura va difesa con l’uomo al centro.” Una visione antropocentrica supportata dall’approccio pragmatico all’emergenza climatica suggerito dalla premier. Secondo questa prospettiva, quella del ‘realismo fossile’ promossa da Al Jaber, Presidente della COP28, e quest’anno anche da Mukhtar Babayev, Presidente della COP29, vorrebbe sostituire la decarbonizzazione come obiettivo collettivo e ambizioso per l’umanità con la “low carbon economy”, l’economia a basso contenuto di carbonio. Come sostenuto da Meloni, è necessario utilizzare tutte le fonti energetiche preferendo un mix energetico alla transizione energetica verso le fonti rinnovabili. I combustibili fossili inclusi, dato che attualmente non esiste un’unica alternativa completa al loro approvvigionamento. 

Deludenti

Queste proposte sono deludenti, in quanto, come dice Cogo, “parlano di tecnologie e soluzioni che appartengono al passato e non al futuro verso cui dobbiamo muoverci per raggiungere gli obiettivi di Parigi.” Dovremmo quindi allontanarci dai combustibili fossili e muoverci nella direzione di un futuro di energie rinnovabili per il nostro pianeta. Un percorso che comporta anche la capacità di affrontare nuove sfide: come afferma il Vice-presidente brasiliano Geraldo Alckmin, possibile candidato alla presidenza della COP30 a Belem (Brasile), “non c’è futuro senza sostenibilità”.

Di rapporti tra Paesi in vista dell’azione climatica abbiamo parlato anche in questo articolo.

Articolo originale pubblicato sull’edizione del 14 novembre del nostro media partner Il T Quotidiano nella sezione Terra Madre, dove ogni giorno potrete trovare i nostri contributi di racconto da Baku.

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