COP29: il Brasile presenta nuovi impegni per la crisi climatica

Di Climainfo
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Nuovo obiettivo climatico del Brasile presentato alla COP29 di Baku, con riduzioni previste delle emissioni tra il 59% e il 67% entro il 2035 rispetto al 2005.

Nuovo obiettivo climatico del Brasile presentato alla COP29 di Baku, con riduzioni previste delle emissioni tra il 59% e il 67% entro il 2035 rispetto al 2005.

Di Climainfo*

Il vicepresidente brasiliano Geraldo Alckmin e la ministra Marina Silva (Ambiente e Cambiamento Climatico) hanno presentato formalmente mercoledì (13/11) la nuova Contributo Nazionale Determinato (NDC) del Brasile per l’Accordo di Parigi. Durante una conferenza stampa alla COP29 di Baku, i capi della delegazione brasiliana hanno illustrato i nuovi piani climatici del Paese, ma non sono riusciti a convincere alcuni osservatori ed esperti, che continuano a rilevare problemi nelle nuove mete.

Zero deforestazione entro il 2030

La nuova NDC brasiliana stabilisce una riduzione delle emissioni di gas serra del Paese dal 59% al 67% entro il 2035 rispetto al 2005, limitando le emissioni tra 850 milioni e 1,05 miliardi di tonnellate di anidride carbonica equivalente. Il documento riafferma inoltre l’impegno del Brasile di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e di azzerare la deforestazione illegale entro il 2030.

Una novità della nuova NDC è il riferimento all’impegno internazionale preso durante la COP28 a Dubai l’anno scorso, in cui i Paesi hanno concordato di “distaccarsi dai combustibili fossili”. Il testo brasiliano indica che “il Piano Nazionale per il Clima fornirà dettagli sull’espansione della generazione di elettricità e, a medio e lungo termine, la sostituzione graduale dei combustibili fossili con soluzioni di elettrificazione e biocarburanti avanzati”.

Durante la conferenza, Alckmin ha sottolineato l’impegno del governo brasiliano verso l’Accordo di Parigi, evidenziando che il Brasile è il secondo Paese a presentare una nuova NDC, mesi prima della scadenza finale (febbraio 2025). “Il Brasile passa da un modello negazionista a una leadership nel contrasto ai cambiamenti climatici,” ha detto il vicepresidente.

In lizza per la presidenza della prossima COP30, programmata a Belém (PA) nel 2025, Alckmin ha commesso una gaffe durante la conferenza, confondendo l’anidride carbonica (CO2) con il monossido di carbonio (CO), che, pur essendo emesso dall’uso di combustibili fossili, non ha lo stesso impatto climatico.

Critiche e insufficienza degli obiettivi a COP29

Nonostante le spiegazioni di Alckmin e Marina, alcuni osservatori e analisti non sono stati convinti della reale ambizione dei nuovi impegni del Brasile nell’Accordo di Parigi. Una delle principali critiche riguarda il modello di obiettivi “a banda”, che prevede riduzioni condizionate a diversi contesti economici. “[L’intervallo di riduzione del 59%-67%] varia dal ragionevole all’insufficiente,” ha osservato Karen Silverwood-Cope del WRI Brasile, al giornale O Globo.

L’Osservatorio del Clima (OC) ha criticato anche l’insufficienza degli obiettivi, indicando che la nuova NDC è fuori sintonia non solo con l’obiettivo di 1,5°C dell’Accordo di Parigi, ma anche con altri impegni già assunti dal Brasile. Secondo la rete, il complesso di promesse e politiche già adottate porterebbe il Paese a un massimo di emissioni nette di 642 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, molto al di sotto della “banda” definita nella NDC.

“La NDC brasiliana porta alcuni progressi, ma mostra una dissonanza cognitiva. Da un lato, dimostra che i ministeri dell’Economia e dell’Ambiente stanno lavorando per allineare le politiche pubbliche verso la decarbonizzazione. Dall’altro, propone obiettivi di riduzione delle emissioni che sono ben lontani dalla trasformazione strutturale dell’economia necessaria per un mondo a 1,5°C,”

ha dichiarato Claudio Angelo dell’OC.

Espansione della produzione di petrolio

Un’altra critica riguarda il silenzio del governo sui nuovi piani per l’espansione della produzione di combustibili fossili, specialmente nella Margine Equatoriale. La questione ha alimentato tensioni interne nel governo, e il governo brasiliano segnala sempre più esplicitamente l’intenzione di autorizzare nuovi progetti, nonostante l’appello di scienziati e attivisti a non espandere l’esplorazione petrolifera.

“La NDC tace sui piani di apertura di nuove aree di esplorazione petrolifera e cerca di distrarci, appellandosi persino a tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio che, almeno per ora, sono una soluzione falsa, costosa e inapplicabile su larga scala,” ha sostenuto Carolina Pasquali, direttrice esecutiva di Greenpeace Brasile.

* Climainfo, partner dell’Agenzia di Stampa Giovanile, offre notizie, studi e ricerche su vari temi legati ai cambiamenti climatici.

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