COP29: a Baku si discute di energia nucleare

Di Giulia Sironi
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COP29: Stati Uniti e aziende Big Tech come Google, Amazon e Microsoft puntano sull’energia nucleare per affrontare la crisi climatica.

COP29: Stati Uniti e aziende Big Tech come Google, Amazon e Microsoft puntano sull’energia nucleare per affrontare la crisi climatica.

Di Giulia Sironi

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Lo scorso anno, durante la COP28, 22 paesi hanno firmato gli accordi per il “Nuclear for Net Zero“, impegnandosi a triplicare la propria capacità nucleare entro il 2050. “Questo accordo potrebbe far progredire la decarbonizzazione globale fino a un decennio, fornendo al mondo elettricità, calore e combustibili a zero emissioni di carbonio in grandi quantità e integrando una rapida espansione delle energie rinnovabili con energia non fossile e priva di carbonio 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno”, ha affermato Armond Cohen, direttore esecutivo della Clean Air Task Force.

Perché il nucleare?

Secondo i firmatari, i dati sono inequivocabili: l’energia nucleare è fondamentale per mantenere l’aumento della temperatura globale sotto la soglia critica di 1,5 °C. Secondo i firmatari, il nucleare rappresenta la seconda fonte più grande di energia pulita, con benefici anche sulla sicurezza energetica. Le nuove tecnologie nucleari possono essere sviluppate dove necessario in maniera flessibile, occupando uno spazio limitato e fornendo una maggiore continuità rispetto ad altre fonti energetiche rinnovabili. “Sappiamo che gli investimenti in questo settore possono abbassare i costi e accelerare l’implementazione di fonti di energia pulita intermittenti come l’eolico e il solare”, ha dichiarato Rafael Mariano Grossi, presidente di IAEA (International Atomic Energy Agency). 

L’analisi dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) sottolinea inoltre come una riduzione dell’energia nucleare renderebbe molto più difficile e costoso raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette zero.

Stati Uniti e Big Tech in prima linea

A marzo l’amministrazione Joe Biden ha rilasciato i piani per triplicare la capacità nucleare americana entro il 2050: attualmente, il nucleare soddisfa circa il 20% del fabbisogno energetico nazionale. L’obiettivo è aggiungere ulteriori 200 gigawatt di energia, puntando su un mix di nuove costruzioni, riattivazione di impianti dismessi e modernizzazione di quelli esistenti. Questa politica potrebbe continuare a ricevere supporto anche sotto la presidenza di Donald Trump, che durante la campagna elettorale ha sostenuto l’importanza dei nuovi reattori nucleari per sostenere la crescente domanda di energia da parte di data center e fabbriche.

Da non dimenticare lo scenario dei giganti tecnologici americani che stanno investendo massicciamente nell’energia nucleare. Google, Amazon e Microsoft, tra le altre, hanno destinato miliardi di dollari per garantire una fornitura di energia pulita ai loro centri dati e alle altre infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale (e non solo). Si tratta solo dalle cinque maggiori aziende tecnologiche di 59 miliardi di dollari, un incremento di investimenti significativo rispetto all’anno passato.

L’approccio pragmatico al clima della Meloni 

Nonostante l’Italia non abbia firmato gli accordi lo scorso anno, la presidenta del consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato nel suo discorso di apertura a Baku che “l’Italia è in prima linea sulla fusione nucleare. Intendiamo rilanciare questa tecnologia che potrebbe cambiare le carte in tavola perché può trasformare l’energia da arma geopolitica in una risorsa ampiamente accessibile”. La presidenta ha inoltre ribadito l’importanza di un approccio realistico alla transizione energetica, che includa un mix di energia, tra cui le rinnovabili ma anche biocarburanti e fusione nucleare.

Cosa aspettarsi dalla COP29 in tema di nucleare?

Il tema centrale di questa COP rimane la finanza, con l’obiettivo principale di definire il New Collective Quantified Goal (NCQG), ma durante le discussioni avverrà anche il tentativo di consolidare ulteriormente l’impegno verso l’energia nucleare. Particolare popolarità hanno i reattori modulari di piccole dimensioni (SMR), più piccoli e versatili, che si prevede affiancheranno i grandi impianti tradizionali.

Altro tema cruciale è la gestione sostenibile dei rifiuti del nucleare. L’obiettivo rimane accelerare la decarbonizzazione con un’energia pulita e affidabile. Non solo, per i sostenitori di questo tipo di energia, sbloccare il nucleare significa abilitare tecnologie innovative che incorporano tecniche nucleari, volte a migliorare la sicurezza alimentare, preservare le risorse idriche, monitorare gli ecosistemi oceanici, l’inquinamento e il controllo delle malattie.

Per sapere cosa altro aspettarsi dalla COP29, consigliamo la lettura di questo articolo.

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