“World Mental Health Report | Transforming Mental Health for All”.
Questo articolo si pone come naturale continuazione dell’articolo
Trasformare la salute mentale per tutti, parte 2.
In che modo è possibile aiutare?
Il primo passo per cercare informazioni su politiche, programmi ed azioni riguardanti la salute mentale implementate dal governo è informarsi! Ossia consultare i siti web ufficiali del governo, ricercare i report degli organismi di controllo – come la Corte dei conti e le agenzie di regolamentazione – e notizie ed aggiornamenti sulla salute mentale forniti dai media.
Ulteriore alternativa è partecipare ad udienze e consultazioni pubbliche organizzate dai governi per discutere di politiche e programmi di salute mentale. Presenziare a questi eventi, o almeno provarci, è un metodo efficace per esprimere interesse, fare domande e dare suggerimenti per migliorare le politiche pubbliche al riguardo.
Molte città e Stati hanno comitati per la salute mentale o commissioni composte da membri della comunità, professionisti sanitari e rappresentanti governativi. Partecipare a tali organismi può essere un’opportunità per influenzare politiche e programmi riguardanti la salute mentale a livello locale o nazionale.
Anche se non si verifica frequentemente, i cittadini possono e dovrebbero contattare i loro rappresentanti politici, consiglieri, deputati statali e locali e senatori, per esprimere le loro preoccupazioni ed avanzare richieste riguardo alla salute mentale, attraverso mail, lettere, telefonate o partecipando alle riunioni con i rappresentanti.
Un altro modo più attivo per attirare l’attenzione di governi e società su specifici problemi di salute mentale e richiedere azioni concrete è quello di organizzare petizioni e dimostrazioni.
Gli strumenti dell’azione
Quando si richiedono azioni concrete da parte delle autorità pubbliche, è importante essere tenaci, organizzati ed informati sui problemi della sanità mentale. Cercare alleanze e collaborazioni con altri gruppi e persone che si interessano al tema è cruciale: organizzazioni non governative (ONG), professionisti del campo, assistenti e gruppi ausiliari, attivisti e difensori dei diritti umani e della salute, nonché molti altri gruppi di supporto.
In molti contesti le tecnologie digitali offrono strumenti utili e possono rafforzare questi sistemi con modi per informare ed educare le persone, oltre a supportare e specializzare professionisti sanitari a fornire cura a distanza e ad attivare l’auto-aiuto. Tali strumenti sono siti web informativi e specializzati o corsi dal contenuto verificato e affidabile, oltre a tipologie di videochiamate che permettono il contatto tra professionisti e pazienti con problemi di mobilità, distanza o locazione. I social media, inoltre, possono espandere la conoscenza in una maniera più accessibile e comprensibile al pubblico in generale.
Perché parlarne?
In tutti i contesti è possibile trovarsi ad affrontare condizioni psicologiche nocive: trasformare la salute mentale significa rafforzare il miglioramento sanitario multisettoriale e la prevenzione per ognuno. Si stima che, in qualunque momento, il 15% dei lavoratori nel mondo soffrano per problematiche o disordini mentali ammontando ad 1 miliardo di persone.
Gli interventi di promozione e prevenzione funzionano identificando le determinanti individuali, sociali e strutturali della salute mentale, quindi intervenendo per ridurre i rischi, costruendo resilienza ed istituendo ambienti di supporto. Questi interventi possono essere implementati per gli individui, per gruppi specifici o intere popolazioni.
Lo sviluppo del malessere mentale
Esperienze difficili durante l’infanzia come violenza, trascuratezza, o la scomparsa di persone amate contribuiscono allo sviluppo incompleto del cervello, con la possibile compromissione del sistema nervoso e di quello immunitario per tutta la vita, al contrario di chi invece ha vissuto in condizioni migliori, in una casa amorevole e sicura. Inoltre, la depressione materna può avere ripercussioni avverse durature sullo sviluppo del cervello di un bambino.
L’adolescenza è un’altra fase complicata, durante la quale si instaura una parte cruciale dello sviluppo sociale e personale. Senza una cura appropriata, i giovani possono iniziare a consumare sostanze pericolose per far fronte ai propri problemi. Il suicidio è la causa principale di morte tra gli adolescenti. I genitori di adolescenti sono a loro volta ad alto rischio.
Negli adulti più anziani la presenza di malattie mentali non è meno significativa, per l’impatto cumulativo di esperienze di vita precedenti e specifici elementi di stress collegati all’invecchiamento. Ad esempio la perdita di funzionalità, della capacità muscolo-scheletrica, il lutto e la solitudine possono portare all’isolamento ed allo stress psicologico. Un anziano su sei subisce l’abuso psicologico, spesso da parte del care-giver, con conseguenze serie per la salute mentale.
La conseguenza estrema di tale malessere può essere il tentativo di suicidio.
Prevenzione del suicidio
Oggi la prevenzione del suicidio è una priorità internazionale: si guardi il punto 3.4 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che mira a ridurre la mortalità dei suicidi di un terzo entro il 2030. Per aiutare i Paesi a raggiungere questo obiettivo, la WHO ha sviluppato il LIVE LIFE approach to suicide prevention, con priorità a quattro interventi:
- Limitare l’accesso ai mezzi per suicidarsi;
- Collaborare coi media per una comunicazione responsabile sul suicidio;
- Promuovere competenze sociali ed emozionali per adolescenti;
- Interventi precoci per chi manifesta comportamenti suicidi.
Rischi e opportunità
Esperienze infantili avverse aumentano inoltre il rischio di problemi di salute mentale. Quattro principali strategie per ridurre i rischi ed aumentare fattori protettivi sono:
- Sviluppare e rafforzare politiche e leggi che promuovono e proteggono la salute mentale;
- Supportare i caregiver nel fornire cure assistenziali;
- Implementare programmi scolastici, anche anti-bullismo;
- Migliorare la qualità degli ambienti nelle comunità e negli spazi digitali.
Programmi scolastici per l’educazione sociale ed emozionale sono tra le strategie di promozione più efficaci per i Paesi di qualsiasi livello di reddito.
Analogamente alle scuole, anche i posti di lavoro possono essere luoghi sia di opportunità come di rischio per la salute mentale. I datori di lavoro ed i governi sono responsabili della creazione di maggiori opportunità di lavoro per le persone con buone condizioni di salute mentale, oltre che della promozione e della salvaguardia della salute mentale di ogni dipendente. Per i governi, questo implica l’implementazione di misure di supporto, legislazioni e regolamentazioni dei diritti umani, sul lavoro e sulla sicurezza occupazionale. Le linee guida della WHO sottolineano per i datori di lavoro l’importanza delle operazioni organizzative, della formazione sulla gestione mentale e per gli interventi sanitari destinati ai lavoratori.
Le cure
La riforma dei sistemi sanitari richiede una riorganizzazione importante dei metodi di cura per le malattie mentali. I pazienti con disturbi mentali severi dovrebbero essere indirizzati a servizi pubblici di sanità appropriati ed accessibili, con una cura più umana e concentrata sulla riabilitazione, invece che agli ospedali psichiatrici. Inoltre, le azioni per i disordini più comuni come ansia e depressione, necessitano di rafforzamento.
Un’altra alternativa è il supporto non-formale di partner ed operatori della comunità, per affiancare i servizi sanitari ed aiutare ad assicurare ambienti sani, anche in luoghi non riservati alla sanità. In generale, non c’è un unico modello per organizzare la salute mentale che possa andar bene per tutti i Paesi o i contesti, ma tutti questi modelli, a prescindere dalle loro risorse o limitazioni, possono adottare misure per ristrutturare ed espandere l’assistenza in questo ambito.
Impegno nel mondo
Il piano d’azione per la salute mentale 2013-2030 della WHO rappresenta un impegno per tutti i Paesi di miglioramento della cura della sanità mentale. Il progetto fornisce pianificazioni organizzate ed a lungo termine con analisi, obiettivi e strategie mirati che devono essere raggiunti. Molti paesi nel contesto mondiale attuale non hanno le risorse per implementare ogni azione, ma tutte le nazioni hanno ampie opportunità per fare progressi significativi di salute mentale migliore per la propria popolazione. Non ci si aspetta che i paesi soddisfino tutte le implementazioni del piano d’azione globale, ma ogni nazione dovrebbe scegliere l’obiettivo principale in base al proprio contesto, mentalità e bisogni attuali.
Il valore e l’impegno per la sanità mentale devono essere approfonditi individualmente, socialmente ed a livello nazionale, oltre al coinvolgimento ed all’investimento di tutti gli stakeholder di ogni settore. Le caratteristiche fisiche, sociali ed economiche dei territori (case, scuole, luoghi di lavoro e società) necessitano di essere riformulati, con l’obiettivo di assicurare un benessere fisico e mentale ad ognuno, che sia il migliore possibile .
L’obiettivo è quello di rafforzare la sanità mentale, in modo che tutti siano assistiti con il supporto e le competenze migliori. Nel futuro si ambisce a vivere in un mondo dove la salute mentale sia rispettata, riconosciuta e protetta. E tutti ne siamo responsabili.
Importante da evidenziare!
La salute mentale non è uno stato costante; non potremo mai stare bene al 100% o male al 100%. C’è una grande complessità dietro la comprensione delle nostre emozioni e reazioni alla sofferenza ed al dolore emotivi: la salute mentale non è definita solo dalla presenza o dall’assenza di una malattia mentale ufficialmente diagnosticata.
Così come una persona affetta da grave malattia mentale può apparire come qualcuno che sta bene e ha alti livelli di soddisfazione personale e/o professionale, ogni persona reagisce in maniera diversa alla salute, alla percezione fisica ed emotiva e quindi in questo ambito ogni situazione richiede l’analisi delicata di ogni tipo di contesto.
Nota: Il report parla anche di disordini neurologici, disordini da abuso di sostanze, e disabilità cognitive ed intellettuali. Nonostante queste condizioni non siano il focus principale, viene riconosciuto come esse possano essere, e spesso sono, strettamente collegate alle condizioni della salute mentale. Circa un terzo di tutte le persone con una salute mentale compromessa hanno la tendenza di utilizzare sostanze dannose, risultando di conseguenza soggetti candidati a sviluppare un disordine psicologico.
