Seguici e sostienici sui nostri social

STAMPAGIOVANILE_MARCHIO_1469637287425
AGENZIA DI STAMPA GIOVANILE
PER ULTERIORI INFORMAZIONI, CONTATTACI:
 
+39 348 1936763
 
INFO@STAMPAGIOVANILE.IT
 
L'Agenzia di stampa giovanile è un'iniziativa di partecipazione giovanile attraverso l'uso creativo dei nuovi e tradizionali strumenti di comunicazione e informazione. È promossa dall'Associazione Viração&Jangada in collaborazione con: Associazione In Medias Res, Assessorato alla Cooperazione allo Sviluppo della Provincia Autonoma di Trento, Osservatorio Trentino sul Clima, Consorzio dei Comuni della Provincia di Trento BIM dell’Adige.
INFO COOKIE POLICY  |  INFO@STAMPAGIOVANILE.IT
STAMPAGIOVANILE.IT @ ALL RIGHT RESERVED 2016  | POWERED BY flazio.com EXPERIENCE 
Educazione
Ricerca la News
Le notizie più lette
14/10/2018, 12:20

Ghana, Afric, viaggio, giovani



Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole
Sotto-lo-stesso-sole


 Foto reporting, diario di viaggio in Ghana.



Queste fotografie documentano momenti di 22 giorni trascorsi in Ghana come ospite di una famiglia nella città di Takoradi. 

Mi trovavo lì con altre due persone italiane, in una casa benestante, confrontata ad altre, il cui numero di abitanti variava dalle 14 alle 19 persone circa. Le persone con le quali vivevamo erano parenti di "Nana", regina della provincia di Azebo tramite la quale abbiamo organizzato la nostra permanenza in Africa.

In questo viaggio abbiamo vissuto appieno la quotidianità ghanese, partecipato ad un funerale durato tre giorni nel piccolo villaggio di Putubew, viaggiato su pulmini pubblici per interminabili ore, mangiato vivande tradizionali e, talvolta, di sussistenza, ballato, visitato città, mercati e i castelli di Cape Coast e di Elmina da cui deportavano gli schiavi verso l’Europa e il Sud America.

Questo viaggio ci ha permesso di conoscere bellissime persone piene di vita e di speranza, sono loro i protagonisti di questo reportage fotografico.

Clara Vivaldini
08/10/2018, 22:44

storia, luciano canfora, europa, utopia



E-se-davvero-la-soluzione-fosse-l’utopia?
E-se-davvero-la-soluzione-fosse-l’utopia?
E-se-davvero-la-soluzione-fosse-l’utopia?


 “Historia magistra vitae” scriveva Cicerone. Ma la storia può davvero insegnarci qualcosa?Una riflessione sul "moto storico", sul suo andamento e sulle problematiche attuali partendo da dove si sono formate le radici dell’Occidente, dai classici del



"Historia magistra vitae" scriveva Cicerone. Ma la storia può davvero insegnarci qualcosa? Una riflessione sul "moto storico", sul suo andamento e sulle problematiche attuali partendo da dove si sono formate le radici dell’Occidente, dai classici della cultura greca e latina. 

Questo è ciò che Luciano Canfora, illustre filologo classico, storico e saggista italiano, noto per le sue letture critiche alla società e il suo approccio multidisciplinare, ha donato con la sua lezione magistrale tenutasi durante la 19esima edizione di Pordenonelegge il 21 settembre 2018 al Teatro Verdi di Pordenone, un incontro basato sulle riflessioni che affronta nel suo ultimo libro "La scopa di Don Abbondio. Il moto violento della storia". Saggio che, come rivela lo stesso sottotitolo, tratta dei processi storici del mutamento sociale.

In primis le "rivoluzioni" che caratterizzano la fine del Novecento e l’inizio del nostro secolo: nessun altro periodo storico ha assistito a così tanti mutamenti e "stravolgimenti". Ed è proprio dal concetto di "rivoluzione" che il pensiero di Canfora prende forma: già dal titolo del libro lo si intuisce, quello che al Don Abbondio manzoniano appariva come un salutare colpo di scopa sta proprio nell’immancabile creazione di condizioni ideali per una nuova scossa conseguenti all’esaurimento di una "rivoluzione". E questa è la lezione che ci viene mostrata da sempre dalla storia, il perno su cui focalizzarsi per la creazione di una nuova realtà.

Partendo da un’analisi della schiavitù dai tempi dei grandi imperi occidentali (greco e romano), passando per la visione aristotelica dello schiavo come "macchina parlante", Canfora arriva al XIX° secolo dove la schiavitù nella società moderna era ormai considerata un fossile, una condizione del passato lontano. Eppure, nonostante questo progresso storico-sociale, con le politiche e le grandi imprese colonialiste la condizione della schiavitù sudista continuava ad essere considerata del tutto una cosa naturale, normale tanto che propagandisti come George Fitzhugh, noto proprietario terriero della Virginia a quell’epoca, negavano che la schiavitù fosse uno sfruttamento crudele e sostenevano che il sistema si basava su obblighi reciproci e responsabilità condivise tra un padrone e "la sua gente", non sulla violenza a scopo di profitto. Egli affermava che gli schiavi venivano trattati meglio rispetto agli "schiavi retribuiti" che faticavano nei mulini e nelle fattorie del New England, ovvero gli operai. Si pensi inoltre che la schiavitù della gleba in Russia fu abolita solo nel 1861.

Le dipendenze etico-schiavili apparse nell’epoca moderno-contemporanea apparentemente potrebbero far pensare ad un movimento all’indietro, ma Canfora qui introduce una grande differenza con i passati periodi storici, una differenza sostanziale ed essenziale, ovvero l’esistenza tra le genti di una consapevolezza maggiore delle condizioni etiche ed umane accettabili e giuste. Questa consapevolezza ha portato nel passato a delle risposte alternative, a delle vere e proprie rivoluzioni, proprio perché il movimento storico nasce da una relazione tra sfida e risposta.

Le iniquità sociali tuttora sono alte e potenti, ma non è detto che non possano essere abbattute. Anzi, lo sono state anche se altre ingiustizie nel corso dei secoli ne hanno occupato il posto, ma anche queste cadranno sotto i colpi di zappa di una rivoluzione che per essere vera ha da essere permanente. Lo insegnano i tremila anni di storia alle nostre spalle che conosciamo in cui l’uguaglianza è stata come il bisogno animale primario, quello ineluttabile della fame.

Ed è proprio qui che sta il colpo di scopa a cui Canfora si riferisce: il futuro è sempre aperto, le esigenze di giustizia da cui sono scaturite le diverse rivoluzioni rimangono vive, acquistano con il tempo sempre più consapevolezza e non vi è restaurazione che riuscirà mai a riportare davvero una società al punto di inizio, le oscillazioni della storia sono imprevedibili e possono travolgere anche gli assetti a prima vista più solidi.                                                                                               

In passato il Mediterraneo era considerato come una grande unità da cui quasi tutto il mondo dipendeva per vari aspetti. E l’Europa, se ci pensiamo, è stato anche il punto di partenza dei più grandi sconvolgimenti storici proiettando i suoi conflitti interni sul resto del globo. E’ stato proprio l’Occidente ad avere messo il mondo a soqquadro, con profonde ingiustizie, dopo la conclusione della seconda guerra mondiale ed ora la situazione sta diventando sempre più seria e grave, perché le dirigenze politiche sono orientate in senso egoistico. Agendo in tal modo Canfora afferma che i conflitti attuali di cui leggiamo e che vediamo in televisione sono alimentati da noi stessi in modo attivo o meno, cioè con azioni "sotto banco", nascoste, passive appunto, come il fatto di fornire armi a gruppi armati in guerra, sfruttare economicamente i terreni dei Paesi più poveri, oppure attuando un’attività strategicamente direzionata nel modo di fare informazione.                                                                                    

Di fronte a ciò il moto naturale della storia ci porterà sicuramente ad un cambiamento, ad un nuovo equilibrio ma al giorno d’oggi una reale, concreta e soprattutto credibile leadership positiva in Europa è assente. Per il filologo, la democrazia politica è divenuto un essere dalla vita ormai breve, che a suo avviso «scivola sempre più tra le entità archeologiche». L’unica alternativa attualmente esistente alla tecnocrazia delle élite finanziarie, eurocratiche o cosmopolite, che per anni hanno avuto l’Occidente in mano, vede avanzare le forze populiste, le destre anti-establishment, che secondo lui si possono definire «movimenti fascistici».                                                                                                                                           
Ma siamo sicuri che questa sia davvero un’alternativa? O è più l’altra faccia della stessa medaglia? Dopo tutto nel 2017 il governo Renzi si era fatto portatore della retorica "chiudiamo i porti" che viene ora attribuita al ministro Salvini; in occasione dell’incontro con il commissario europeo per le migrazioni Avramopoulos l’allora ambasciatore italiano presso l’UE Maurizio Massari minacciò la chiusura dei porti alle navi straniere e non facenti parte di missioni europee. La sinistra ormai si è ridotta ad un cumulo di frammenti e, come affermato da Canfora, se il Pd non si libera del presente gruppo dirigente catastrofico e velatamente di destra che lo ha portato alla rovina, la possibilità di ricomporre questi pezzi e di creare un’opposizione coesa in grado di fornire una contro risposta concreta diventa solo lontano miraggio.

Da dove ripartire allora? Dalla figura della "pagina bianca" di cui parla Arnold Toynbee nel suo libro "Il mondo e l’Occidente", figura a cui si rifà Canfora per descrivere il necessario cambio di prospettiva, un movimento in avanti che si basi sulla condivisione dei risultati conseguiti. Questo egli lo ritrova  in una creazione di una comunità euro-africana, forse unica risposta che porterebbe ad una risoluzione e un’evoluzione positiva della situazione storica contemporanea. Tutto ciò può esser visto come utopico è vero. Ma di fronte alla storia l’utopia è l’unica via ancora davanti a noi, la strada ancora mai presa, mentre gli altri esperimenti "hanno mostrato la coda" conclude.

Rachele Baccichet

03/10/2018, 13:01

Provincia Autonoma dii Trento, elezioni, FArete, Centro per la Cooperazione Internazionale



Elezioni-in-Trentino:-la-cooperazione-internazionale-al-centro-del-dibattito


 Il 21 ottobre 2018 si vota per il rinnovo della Provincia Autonoma di Trento. La campagna elettorale è in corso e FArete ha deciso di dialogare con le coalizioni in lizza sul tema che gli è più caro: la cooperazione internazionale.



Cinque domandee una sola richiesta. È quanto le organizzazioni di cooperazione, volontariatoe solidarietà internazionale del Trentino chiedono ai candidati a presidentealle elezioni provinciali del 21 ottobre. E lo si farà attraverso un incontropubblico l’8 ottobre dalle ore 18.00 alle 20.00 presso il Centro per laCooperazione Internazionale a Vicolo San Marco, 1, Trento. Modera lagiornalista RAI Elisa Dossi.

L’iniziativa vieneproposta da FArete, il coordinamento di più di 50 organizzazionitrentine che ha invitato i candidati di tutti gli schieramenti politici apartecipare ad un dialogo sulle loro aspettative e sui programmi in relazioneal tema della cooperazione internazionale.

Tra le questioni che verranno condivise con icandidati, c’è anche il principale impegno politico richiesto, quello di darepiena applicazione allo 0,25 per cento del bilancio provinciale(Legge provincialen.4 del 15 marzo 2005) a sostegno di azioni dicooperazione internazionale, attività di educazione alla cittadinanza globalesul territorio trentino e di rilancio di realtà come il Centro per laCooperazione internazionale, eccellenza in Italia e inEuropa nel campo della ricerca e della formazione delle quasi 300organizzazioni di volontariato e cooperazione internazionale del Trentino.

Se dal 2013 sono stati destinati in media 9,5 milionidi euro all’anno al settore, ciò significa che ogni cittadino trentino hacontribuito di persona con 17 euro all’anno alla cooperazione internazionale. Ovveroha investito 17 euro in iniziative e progetti che hanno lo scopo di sradicarela povertà, tutelare i diritti umani, promuovere uno sviluppo sostenibile, prevenirei conflitti e sostenere i processi di riconciliazione.E non solo nei Paesi del cosiddetto Sud del mondo. Anche "a casa nostra" quello0,25 per cento ha generato occupazione soprattutto per i giovani trentini estimolato l’innovazione sociale e tecnologica nei diversi settori della societàe promosso lo sviluppo culturale in Trentino. 

FArete vuole offrire a tutti gli elettori la possibilità di farsiun’opinione personale sulle idee e sui programmi dei candidati alla presidenzadella Provincia Autonoma di Trento e dunque di esercitare in manieraconsapevole il proprio diritto al voto

Ilcoordinamento nasce da un percorso inclusivo e partecipato, stimolato da ungruppo che sentiva il bisogno di unirsi per interrogarsi, analizzare e generaresinergie. Negli ultimi mesi, molte organizzazioni si sono aggiunte e altreancora stanno confluendo nella condivisione dell’obiettivo comune dicontribuire attivamente alla costruzione di una visione strategica e dipolitiche che orientino il sistema trentino del volontariato e dellacooperazione internazionale.


Paulo Lima
Foto: Matteo Ianeselli


12377
CHI_SIAMO_1_1469639095623.JPG
Conosci il Team
L'Agenzia di stampa giovanile è costituita da un gruppo di mediatori che collaborano perché i giovani possano esercitare alla grande il diritto umano alla comunicazione.
CHI_SIAMO_3_1469639278197
Scopri l'agenzia
Progetto collaborativo di partecipazione giovanile 
attraverso l'uso creativo della comunicazione e informazione.
Articolo_GIOVENTU_1469639432016
I nostri partner

L'Agenzia di stampa giovanile è realizzata in collaborazione con diversi
enti promotori, scopri chi sono.
Create a website