Seguici e sostienici sui nostri social

STAMPAGIOVANILE_MARCHIO_1469637287425
AGENZIA DI STAMPA GIOVANILE
PER ULTERIORI INFORMAZIONI, CONTATTACI:
 
+39 348 1936763
 
INFO@STAMPAGIOVANILE.IT
 
L'Agenzia di stampa giovanile è un'iniziativa di partecipazione giovanile attraverso l'uso creativo dei nuovi e tradizionali strumenti di comunicazione e informazione. È promossa dall'Associazione Viração&Jangada in collaborazione con: Associazione In Medias Res, Assessorato alla Cooperazione allo Sviluppo della Provincia Autonoma di Trento, Osservatorio Trentino sul Clima, Consorzio dei Comuni della Provincia di Trento BIM dell’Adige.
INFO COOKIE POLICY  |  INFO@STAMPAGIOVANILE.IT
STAMPAGIOVANILE.IT @ ALL RIGHT RESERVED 2016  | POWERED BY flazio.com EXPERIENCE 
Comunicazione
Ricerca la News
Le notizie più lette
11/03/2019, 17:25

Cambiamento climatico, cambiamenti climatici, COP24, COY14, Katowice, Accordi di Parigi, change the system, marcia, ecologia



FridaysForFuture:-il-clima-cambia...-Parola-ai-giovani!


 Greta Thunberg ha dato l’esempio, gli altri l’hanno prontamente seguita. I giovani di tutto il mondo si stanno mobilitando per salvare il Pianeta e il loro futuro. FridaysForFuture, il loro movimento, è strumento di un forte e duraturo cambiamento.



Suona l’allarme antincendio. Gli occhi guardano da una direzione all’altra. Un nodo alla gola, un urlo, la paura di perdere tutto. Le fiamme si stanno avvicinando, c’è caldo, ma noi sentiamo solo i brividi di terrore. Una voce lontana ci sollecita a prenderci per mano, a cercare una via di fuga con ordine. Afferriamo con le nostre dita palmi sconosciuti, non abbiamo alternative. Quando il fuoco passa non fa discriminazione, prende tutto.

Questo è il sentimento, il motivo che spinge migliaia di ragazzi da tutto il mondo a scendere per le strade, a chiedere giustizia per il loro Pianeta. L’incendio lo vediamo sui televisori, lo leggiamo sulle riviste e ne osserviamo gli effetti. Dalla Terra al mare i superstiti sono sempre meno: i polmoni della Terra, le foreste, si stanno atrofizzando, lasciando spazio a campi di mangimistica che condurranno alla desertificazione; i coralli stanno morendo e i loro abitanti anche; il normale equilibrio tra i  componenti dell’aria (azoto, argon, ossigeno, anidride carbonica) si sta alterando e causa danni a tutti gli esseri che lo respirano.

Ma chi ha provocato l’incendio? Il processo di sviluppo seguito negli ultimi 50 anni ha tenuto troppo conto del profitto, spesso non condiviso, a scapito dell’ambiente e delle sue risorse. Dal primo al terzo settore non è stato preso in considerazione l’impatto che le azioni umane, intense e invasive, possono arrecare. Così da qualche piccola fiamma siamo in poco tempo passati a registrare grandi cali di biodiversità animale e vegetale.  L’andamento del clima è sempre stato fedele a sé stesso: in costante aumento di 0,85° C annui.

Chi ha diffuso l’allarme? Il primo grido di consapevolezza, rabbia, paura e grinta è finalmente giunto tra le fila della gente. Lo scorso settembre a Stoccolma, Greta Thunberg si rifiutò di andare a scuola, di investire in un futuro incerto, con un pavimento che si stava (e sta) sgretolando, per impegnarsi invece in un cambiamento hic et nunc. L’allarme si è diffuso in particolare dopo l’incontro alla COP24 tenutesi a Katowice, in Polonia, lo scorso dicembre. In quell’occasione venne sottolineato che i provvedimenti, presi fino a quel momento per migliorare le condizioni climatiche, non erano stati sufficienti. Greta fu in grado di incidere dei punti esclamativi di fronte all’urgenza di mutare atteggiamento. In questo modo, il movimento divenne sempre più capillare, coinvolgendo fasce della popolazione diverse. Tutt’ora, ogni giorno, pone nuove radici, cercando di farsi spazio tra le priorità. Così si sono formati il movimento internazionale "FridaysForFuture", gli scioperi,  e il volere di esigere di più dai nostri governi. Nonostante il messaggio si propaghi con una buona dinamicità, deve continuare a ramificarsi fino ad elevare la scienza sullo stesso piano dell’economia, per avere un dialogo aperto e benefico con tutta la popolazione, nessuno escluso.  

Come evitare di peggiorare la situazione? Ci piace definirci "la società del progresso", non possiamo tirarci indietro di fronte alla più impellente e necessaria delle sfide. Se infatti da un lato siamo l’opposizione a un sistema che non possiamo più condividere, dall’altro abbiamo l’intento di proporre un cammino di costruzione, dall’educazione all’azione. L’affluenza di persone deve essere una macchia in continua espansione. Riunirsi da subito e crescere deve diventare il motivo di forza su cui cucire i punti che riuniscano i margini delle ferite che abbiamo arrecato al Pianeta.

Un trampolino di lancio, il prodotto degli scioperi settimanali che lo hanno preceduto, così amo definire la data del 15 marzo, giorno di manifestazione globale per la lotta contro i cambiamenti climatici. La data del 15 marzo, inoltre, sarà il simbolo di una battaglia per il clima sia sempre più sistematica, organizzata e propositiva, sia inesauribile fino a che non otterrà risultati concreti.

Valentina Angeli, FridaysForFuture Trento
Foto: Roberta Pisani
19/02/2019, 22:01

elezioni, europa, unione, europea, storia, ricordo



Generazione-Europa---ricordare-per-fare-(meglio),-una-riflessione-storica


 RUBRICA ELEZIONI EUROPEE PARTE 2



Per comprendere l’importanza delle istituzioni nelle nostre vite è fondamentale aprire lo sconfinato libro del nostro passato e ricercare le loro origini. Per questo, dopo aver trattato nel precedente articolo della dimensione generazionale del fenomeno europeo, ci cimenteremo questa volta in una breve riflessione storica sugli eventi e sulle necessità che hanno portato alla nascita dell’Unione Europea.

L’integrazione europea, movimento sociale e culturale prima ancora che politico-istituzionale, non può essere identificata, nella linea del tempo, da una data precisa. Si tratta di un processo. Un percorso che affonda le proprie radici nei pensatori del mondo greco-romano, che si sviluppa e si consolida nel corso dell’Evo Antico, Medio e Moderno e che prende forma come progetto politico solo all’inizio del ’900. Vogliamo qui concentrarci sul "progetto Europa" come soggetto politico, giuridico e istituzionale e ricostruirne il percorso.

DA DOVE SORGE IL BISOGNO DI UNIRSI?

Punto di partenza del nostro piccolo excursus storico sarà quello che è il più grande dramma della storia umana, la Seconda guerra mondiale.

30.000.000 di morti civili.
24.000.000 di morti militari.
64.000.000 di profughi.
Un autentico trauma continentale.

Ma è proprio nei momenti più bui che l’uomo ha la capacità di sovvenire a idee rivoluzionarie e geniali. Fu proprio durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1941, che Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, antifascisti al confino, diedero alle stampe Il Manifesto di Ventotène, avente titolo originale Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto. Questo testo getta le basi di una visione europeista, sovranazionale e federalista ed è ancora considerato una pietra miliare ideologica e culturale. 

Dopo la Seconda guerra mondiale la visione di Spinelli non è più vista come un’utopia irrealizzabile. Si palesa in tutti i principali paesi dell’Europa occidentale la necessità di un’unione sovranazionale che possa nel futuro limitare la conflittualità nel continente.

Da qualcosa bisognava pure partire, fu così che nel 1952 si arrivò alla creazione del trattato CECA che, integrando la produzione di carbone e acciaio di Italia, Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, puntava all’integrazione economica dei Paesi come principale disincentivo agli scontri. Il trattato venne presto superato nel ’57 con la nascita della Comunità Economica Europea, la quale viene a sua volta resa obsoleta nel 1992 dalla nascita dell’Unione Europea.

E POI?

Non vogliamo rendere questo articolo un semplice saggio di storia (i dettagli si possono facilmente trovare sul sito dell’Unione Europea), il nostro articolo vuole piuttosto porre l’accento su una constatazione molto semplice: L’Europa unita sorge da una necessità fondamentale. La necessità di pace. Una pace duramente conquistata e che si rivela tuttora troppo fragile e instabile. Nonostante sia facile dare per scontato la nostra vicinanza con gli altri stati europei, la nostra possibilità di muoverci e sentirci accolti in ognuno di essi e, in ultimo ma non meno importante, il fatto di non rischiare attacchi da parte loro, tutto ciò non è qualcosa che è sempre esistito. C’è voluto tempo, ci sono voluti sacrifici. Per questo dobbiamo valorizzare e proteggere tutto ciò che, fortunatamente, abbiamo avuto in dono quando siamo venuti al mondo.

Ricordare ciò che è stato, quindi, per provare a fare. Invece di rinunciare e mandare tutto all’aria, ricordare e fare ancora meglio.

Enrico Chiogna, Rosa Maria Currò, Gaetano Sciarotta

18/01/2019, 15:33

elezioni, europa, europee, maggio, generazione, politica, voto



Generazione-Europa---perchè-essere-giovani-europei-oggi-conta-più-che-ieri


 RUBRICA ELEZIONI EUROPEE PARTE 1



DA DOVE VIENI?

La risposta a questa domanda, nonostante possa, di primo acchito, risultare banale, cela al suo interno un sistema di valori complessi che la determina. Ciò vale in modo particolare per noi giovani europei, cresciuti in un contesto in cui i confini dello stato e della nazionalità stessa si sono fatti sempre più fumosi, plasmando di conseguenza il nostro sistema di valori identitari, definiti da dinamiche sovranazionali e globalizzate.

Questa dimensione sovranazionale ha portato un’integrazione culturale e sociale fortissima tra i giovani europei, con una standardizzazione degli hobby, dei gusti, dei consumi culturali di vario genere anche veicolati dalla fortissima spinta della globalizzazione economica, finanziaria, culturale e sociale, ovviamente accentuata dall’integrazione determinata dalle istituzioni europee.

Possiamo dunque affermare che la generazione a cavallo tra i cosiddetti "millennials" (1982-1999 circa) e la "generazione Z" (1996-2013 circa), coloro che sono nati nella seconda metà degli anni ’90, poco dopo la creazione dello spazio Schengen e la ratifica del Trattato di Maastricht, sia la prima generazione che può, a pieno diritto, considerarsi europea nel senso più completo del termine.


COSA VUOL DIRE QUINDI ESSERE GIOVANI EUROPEI?

Essere giovani europei vuol dire parlare fluentemente più di una lingua, vuol dire essere cresciuto guardando le stesse serie animate dei nostri coetanei francesi o tedeschi ed essere scettici sul fascino che la Lira esercita ancora sui nostri genitori (in fondo cosa aveva di così speciale?). Vuol dire poter fare l’Erasmus e viaggiare in alcuni tra i paesi più belli del mondo potendosi sentire a casa. Insomma essere giovani europei vuol dire essere la principale dimostrazione che la convergenza non violenta tra Paesi e culture è possibile.

Noi siamo dunque la prima generazione che veramente può considerarsi europea, che veramente può affermare di avere un’identità sovranazionale e slegata nel profondo dalle dinamiche nazionali e nazionaliste che sussistono da centinaia di anni fra le popolazioni europee. A maggio di quest’anno, assieme a mezzo miliardo di individui, eterogenei a livello linguistico e culturale,  parteciperemo per la prima volta a uno dei più grandi, complessi e affascinanti esercizi democratici dell’intero pianeta: le elezioni europee.

E per questo dobbiamo essere consapevoli del fatto che anche il nostro voto risulterà determinante per costruire il futuro dell’Europa unita.  


PERCHÉ POSSIAMO CONSIDERARE LE ELEZIONI 2019 UNO SPARTIACQUE?

Le elezioni europee del 2019 saranno ricordate come uno scontro tra gli ideali europeisti e anti-europeisti, che trascendono i confini delle più canoniche destra e sinistra, categorie ormai cariche di significati perduti e forse inadatte al contesto politico mondiale, se non cedendo a facili generalizzazioni.

Si giunge a queste elezioni in un’atmosfera bollente, in un’Europa lacerata dalle sue contraddizioni interne, dal peso della burocrazia, dalle derive estreme dei partiti di destra, dalla spinta di movimenti popolari come i Gilet Gialli, dai progetti degli stati membri che sembrano contrastare con quelli dell’UE, dalla perdurante crisi migratoria, dai timori per il cambiamento climatico e dalla Brexit. La compresenza di tutte queste dimensioni nel dibattito e l’ascesa di partiti populisti complicheranno oltremodo il discorso politico attorno al futuro dell’Europa, passante appunto per queste elezioni, e sarà necessario avere gli strumenti per attraversare indenni la foresta tropicale della campagna elettorale, ricca di pericoli nascosti che solo occhi attenti potranno intravedere.

Come è facile comprendere, in virtù delle tensioni che attorniano questo evento, i risultati di queste elezioni saranno una pietra angolare per l’esistenza stessa del "sistema Europa". Indubbiamente il futuro dell’UE, cioè i giovani che ne fanno parte, sono tenuti a considerare la propria identità per comprendere veramente cosa significhi questa struttura in termini tanto di possibilità quotidiane acquisite, quanto di dimostrazione che è possibile unire in maniera funzionante persone di provenienze, lingue e culture diverse.


CHI MEGLIO DI NOI PUÓ DECIDERE DEL FUTURO DELL’EUROPA?

Prendendo spunto da queste riflessioni abbiamo deciso come Agenzia di creare un appuntamento mensile, una rubrica che vuole essere una guida a tutto ciò che riguarda l’Unione Europea: dalle modalità di voto passando per le tematiche in gioco, per finire con le visioni politiche che concorrono alle elezioni.

Troppo spesso la voce dei giovani è tenuta ai margini del dibattito politico, noi pensiamo invece che essa sia fondamentale nella costituzione di un dibattito costruttivo e sostenibile sul futuro, imprescindibile per evitare casi come la Brexit (in cui le vecchie generazioni hanno deciso per le nuove) e le recenti brutture politiche causate dalla crisi migratoria, in cui ogni governo europeo ha dato il peggio di sè.

Vogliamo dunque sottolineare l’importanza del compito che abbiamo intrapreso, perché esso si propone di fornire delle basi verificabili attraverso cui ciascun lettore potrà orientare le proprie scelte di voto. Nessun fine politico è sotteso nella nostra azione, si tratta di informazione votata a generare una più ampia consapevolezza su temi che inevitabilmente vanno ad impattare sulle nostre vite, e una scelta inconsapevole, una scelta di convenienza o mal ponderata, avrà un effetto permanente su di noi e su mezzo miliardo di cittadini europei.

Quindi, come piccolo memorandum alla fine di questo articolo introduttivo e poco sostanziale, invitiamo ciascuno di voi, nel penultimo week end di maggio, in tutte le città d’Italia come in quelle degli altri ventisette paesi membri ad esprimere la vostra preferenza nell’intimità e nella privacy del seggio elettorale ed esercitare quel diritto e dovere civico che per primo ci garantisce di vivere in una società democratica.


Enrico Chiogna, Alice Peconi, Gaetano Sciarotta



13499
CHI_SIAMO_1_1469639095623.JPG
Conosci il Team
L'Agenzia di stampa giovanile è costituita da un gruppo di mediatori che collaborano perché i giovani possano esercitare alla grande il diritto umano alla comunicazione.
CHI_SIAMO_3_1469639278197
Scopri l'agenzia
Progetto collaborativo di partecipazione giovanile 
attraverso l'uso creativo della comunicazione e informazione.
Articolo_GIOVENTU_1469639432016
I nostri partner

L'Agenzia di stampa giovanile è realizzata in collaborazione con diversi
enti promotori, scopri chi sono.
Create a website