Seguici e sostienici sui nostri social

STAMPAGIOVANILE_MARCHIO_1469637287425
AGENZIA DI STAMPA GIOVANILE
PER ULTERIORI INFORMAZIONI, CONTATTACI:
 
+39 348 1936763
 
INFO@STAMPAGIOVANILE.IT
 
L'Agenzia di stampa giovanile è un'iniziativa di partecipazione giovanile attraverso l'uso creativo dei nuovi e tradizionali strumenti di comunicazione e informazione. È promossa dall'Associazione Viração&Jangada in collaborazione con: Associazione In Medias Res, Assessorato alla Cooperazione allo Sviluppo della Provincia Autonoma di Trento, Osservatorio Trentino sul Clima, Consorzio dei Comuni della Provincia di Trento BIM dell’Adige.
INFO COOKIE POLICY  |  INFO@STAMPAGIOVANILE.IT
STAMPAGIOVANILE.IT @ ALL RIGHT RESERVED 2016  | POWERED BY flazio.com EXPERIENCE 
Clima
Ricerca la News
Le notizie più lette
09/05/2018, 14:10

elezioni, politica, divisioni



Terza-Repubblica:-realtà-o-illusione?


 Spesso bastano semplici numeri per semplificare la complessa matassa dell’analisi post-elettorale: le elezioni del 4 marzo hanno decretato chiaramente due vincitori: il Movimento 5 Stelle e la Lega. Ma stiamo davvero iniziando la Terza Repubblica?



Spesso bastano semplicinumeri per semplificare la complessa matassa dell’analisi post-elettorale: leelezioni politiche italiane del 4 marzo hanno decretato chiaramente due vincitori:il Movimento 5 Stelle con Di Maio e la Lega di Salvini.

Il 5 marzo il capopolitico dei pentastellati ha trionfalmente annunciato la morte della SecondaRepubblica e la nascita di una Terza, nel nome di un radicale cambiamentoistituzionale.  Da quel giorno in poidiverse voci rispettabili in ambito politico e giornalisti ha commentato,analizzato e discusso il risultato del voto rapportandolo alla dichiarazione diDi Maio.

Per evitare sterilicommenti fini a se stessi, è ora necessario evidenziare almeno tre indicazioni fondamentaliderivanti dal voto: il crollo dei partiti storici dell’ultimo ventennio,l’evidente divisione territoriale dell’elettorato e la mancanza di unamaggioranza assoluta o quantomeno relativa con la forza sufficiente pergovernare stabilmente il Bel Paese. Queste tre linee di lettura del voto sono fondamentaliai fini di una comprensione dei risultati del 4 marzo. 

Se il primo punto,l’evidente crollo dei partiti storici, è pienamente in linea con l’analisipost-elettorale di Di Maio, gli altri due richiedono un’analisi piùapprofondita. La coalizione di centrodestra, capitanata dalla Lega, ha un dominiopressoché assoluto nel nord Italia e, sorprendentemente, risulta vincitrice inalcune storiche regioni rosse. Similmente si può dire dei grillini che siattestano con percentuali simili (40-45%) nel Sud Italia. 

La storia politicaitaliana dell’ultimo secolo sottolinea la novità di questi risultati: Toscanaed Emilia Romagna, storicamente legate alla sinistra, hanno in molti casi datoun segnale di forte distacco affidando il proprio mandato alle due nuove forzepolitiche anti-establishment. 

Il Sud, prima monarchicoe successivamente governato dal clientelismo democristiano, ha gridato tutta lasua frustrazione affidandosi al Movimento 5 Stelle con percentuali quasibulgare. 

Il Nordindustrializzato, più in linea con i risultati storici, ha spostato la sua preferenzada Forza Italia alla Lega, partiti comunque appartenenti alla stessacoalizione.

Questi indicatori potrebbero trarre in inganno erisultare compatibili con le parole di Di Maio, ma il tema fondamentale non stanel contenuto bensì nella sovrastruttura. Il voto italiano oggi descriveinfatti una situazione clamorosamente primo repubblicana distruggendo così ilsogno bipartisan Blairiano, il cui l’ultimo alfiere è stato Renzi. Osservandomolte elezioni italiane a partire dagli anni ’50 fino a Tangentopoli, si evidenziache, seppur cambiando il tipo di partiti supportati, la divisione territorialein Italia rimane una costante impedendo così la piena conciliazione politicadell’elettorato. Tale mancanza di unità politica in Italia era ed è tutt’oggiun tratto tipico del nostro paese. Infatti, le percentuali stesse, in un sistemanuovamente proporzionale, sono sovrapponibili a quelle della DC per il Centrodestra,e del PCI per i 5 Stelle.

Ed è proprio il nostrosistema elettorale di tipo proporzionale l’eclatante evidenza della forzatanecessità di un ritorno al dialogo fra partiti differenti e distantiideologicamente allo scopo di creare un governo con una parvenza di stabilità.Necessità tipica della Prima Repubblica.

Nel merito invece lestesse proposte dei partiti vincitori sono riconducibili al passato del Paese.Oltre al sempreverde abbattimento delle tasse, tema questa volta cavalcatofruttuosamente da Salvini e non da Berlusconi, chi ha vinto le elezioni,proponendo fantomatici redditi di cittadinanza o abolizioni di leggi pernecessità economica non abolibili, vedi legge Fornero, si ricollega al filorosso della politica italiana della Prima Repubblica. Ha vinto chi ha propostoun aumento della spesa pubblica ed un miglioramento del welfare. Iniziativemascherate da novità, ma in linea con la politica legislativa italiana dellaseconda metà del novecento; aumento delle pensioni, abbattimento dellapressione fiscale e, nel caso del reddito di cittadinanza, un aiuto direttodello Stato alle popolazioni nelle zone più disagiate, una Cassa delMezzogiorno 2.0.

La stagione politicaitaliana non è altro che un "Ritorno al Futuro", con tanto di novello tentativodi "compromesso storico" fra 5 Stelle e Centrodestra. La cartina con irisultati dei collegi elettorali dell’Italia del 5 marzo 2018 non èdistantissima dalla sua antenata del 2 giugno 1946; un Nord profondamentediverso dalla sua controparte meridionale. 

Le divisioni storichedel nostro paese non sono scomparse il 4 marzo, ma si sono semplicementeevolute, come è naturale che sia del resto dopo più di un secolo e mezzodall’unificazione del Paese. L’Italia risulta oggi ingovernabile a causa deglistessi motivi che la rendevano ingovernabile dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ilcrollo dei partiti storici dell’ultimo ventennio sembra figlio, più che di unaventata di cambiamento, di una sostanziale riluttanza intrinseca del paese adun radicale sconvolgimento politico, istituzionale e sociale. Piuttosto checelebrare l’avvento della cosiddetta "Terza Repubblica" bisognerebbe osservarecon ampio sguardo le ceneri della Seconda, che, oscurate da facili demagogismie da sirene di cambiamento, potrebbero in realtà nascondere la fenice della Prima.

Ciro Agostini e LucaKosowski




1
CHI_SIAMO_1_1469639095623.JPG
Conosci il Team
L'Agenzia di stampa giovanile è costituita da un gruppo di mediatori che collaborano perché i giovani possano esercitare alla grande il diritto umano alla comunicazione.
CHI_SIAMO_3_1469639278197
Scopri l'agenzia
Progetto collaborativo di partecipazione giovanile 
attraverso l'uso creativo della comunicazione e informazione.
Articolo_GIOVENTU_1469639432016
I nostri partner

L'Agenzia di stampa giovanile è realizzata in collaborazione con diversi
enti promotori, scopri chi sono.
Create a website