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12/11/2018, 12:57

marocco, viaggio, tajin, foto



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 foto reporting - diario d viaggio in Marocco



Fès, Kenitra, Meknes, Rabat, Settat, Casablanca e Marrakech in 7 giorni di scambio culturale. Questo viaggio è stato organizzato dall’associazione multiculturale CACTUS di Castel Goffredo (MN). Associazione che si occupa di scambi (era il primo) e collaborazioni internazionali, oltre all’organizzazione di numerosi eventi e iniziative, tra cui la creazione di una scuola di arabo a cui partecipano circa 90 bambini!

Abbiamo visitato queste sette città e, nonostante il periodo di tempo molto limitato, abbiamo svolto delle riunioni con diverse associazioni marocchine per capire se in un futuro prossimo sarebbe stato possibile operare concretamente a dei progetti finalizzati alla collaborazione di italiani e marocchini. Tra le varie attività, durante la diciottesima edizione della settimana della lingua italiana nel mondo, abbiamo incontrato Simone Giusti, professore italiano nell’università, Mohamed V, la più antica del mondo situata a Rabat. 

Ci siamo rimpinzati di Tajin di pollo, the marocchino con biscotti, abbiamo scoperto gli artigiani locali, le spezie e i mistici canti muezzin che ti risvegliano i sensi camminando per le medine. Da tutto ciò sono state elaborate, soprattutto con un’associazione di donne marocchine e la fondazione Hassan II, delle idee per continuare gli scambi e le collaborazioni tra Italia e Marocco anche per le future generazioni.

Clara Vivaldini
11/11/2018, 14:30

Donal Trump, elezioni presidenziali, diritto di voto, attivismo, societ civile



Midterms-2018:-nuova-sfida-per-il-Partito-Democratico


 Lo scorso 6 novembre si sono tenute le midterms statunitensi. Il Partito Democratico ha riconquistato la Camera dei Rappresentanti e una "Blue Wave" ha travolto gli Stati Uniti. Ma il tramonto dell’era Trump non è assicurato.



Il 6 novembre si sono celebrate le elezioni midterm negli Stati Uniti.

Così chiamate perché avvengono alla metà del mandato presidenziale, coinvolgono in realtà i membri del Congresso statunitense, i governatori, i sindaci e altre cariche che terminano la loro durata in quest’occasione. Al Presidente, quindi, interessano per due motivi. Da una parte, ridefiniscono il Congresso, con cui la più alta carica USA deve fare i conti per amministrare il Paese. Dall’altra, tradizionalmente e popolarmente, le midterms sono considerate una sorta di referendum sulla Presidenza e il suo operato: i risultati esprimono il gradimento del popolo su quanto fatto fino a quel momento dal governo dello Stato.

Queste elezioni possono essere sicuramente interpretate come un risveglio della società statunitense, stimolata soprattutto dall’aggressiva retorica e dal disdicevole comportamento di Trump verso le donne, le minoranze etniche e culturali e verso questioni quali le migrazioni e il controllo delle armi.

Per quanto riguarda i risultati, il Partito Democratico ha preso la Camera dei Rappresentanti. Ora controlla quindi uno dei due organismi di cui si compone il Congresso: le leggi promosse da Trump devono ottenere l’approvazione anche della Camera democratica per poter entrare in vigore. I Democratici hanno ora anche la direzione delle varie Commissioni congressuali, il cui compito è la gestione di particolari aree legislative e l’esame di particolari questioni. In teoria, per i Democratici sarà possibile riprendere l’investigazione sulla sospetta collusione di Trump con la Russia nelle elezioni presidenziali del 2016, sul suo conflitto di interessi nel momento in cui è entrato in carica, sulle sue dichiarazioni dei redditi (che risultano non proprio veritiere). Per i Democratici sarà possibile anche prendere in mano la spinosa problematica del rapporto USA - cambiamenti climatici: secondo parte della stampa statunitense, il Partito Democratico vorrebbe riportare in vita la Commissione sull’Indipendenza Energetica e il Surriscaldamento Globale che, sebbene non abbia nessun potere legislativo, ha la facoltà e il compito di investigare sul cambiamento climatico prodotto dagli Stati Uniti d’America.

Queste midterms sono importanti anche perché hanno portato in Congresso un alto numero di donne, tutte rappresentati di minoranze. Ayanna Pressley (eletta in Massachusetts) e Jahana Hayes (Connecticut) sono le prime due donne afro-americane a diventare parlamentari per i rispettivi Stati. Rashida Tlaib (Michigan) e Ilhan Omar (Minnesota) sono le prime due donne musulmane a entrare in Congresso. Tlaib è poi la prima statunitense di origini palestinesi a ricoprire la carica, mentre Omar la prima ex-rifugiata somala. Veronica Escobar e Sylvia Garcia sono le prime due donne di origine ispanica a essere elette per il Texas, dove la popolazione è per più di un terzo latina. Debra Haaland (New Mexico) e Sharice Davids (Kansas) sono le prime due donne indigene (e le prime due rappresentanti del popolo nativo americano in assoluto) a sedersi nella Camera dei Rappresentanti. Davids è poi dichiaratamente omosessuale. Così come Jared Polis (Colorado), che diventa il primo governatore gay a essere eletto dopo il suo coming-out pubblico. Oltre alla causa femminile, dunque, le elezioni di metà mandato appena tenutesi hanno perorato anche quella della comunità LGBTQI.

È  uno scenario incoraggiante. Scenario reso possibile da un votanti che lo riflettono. La rivincita democratica, delle donne e della comunità LGBTQI è stata supportata da un elettorato composto soprattutto da donne, giovani che spesso si sono recati alle urne per la prima volta e dal sostegno delle minoranze etnico-culturali.

I movimenti di protesta e di attivismo hanno avuto un ruolo importante nel mobilitare la società civile, spingendo i cittadini al voto. Black Lives Matter e Women’s March hanno organizzato vere e proprie campagne mediatiche per le elezioni: utilizzando i loro siti e i loro social, hanno portato all’attenzione dei loro supporters la necessità di esprimere il proprio dissenso soprattutto attraverso il voto. March for Our Lives, il movimento soprattutto giovanile nato dopo la sparatoria nella scuola superiore di Parkland, ha fatto lo stesso. Addirittura, ha creato squadre di studenti che hanno telefonato a centinaia di cittadini per incoraggiarli a registrarsi e svolgere il loro dovere civico.

La via verso una trasformazione degli USA in un Paese più tollerante, più consapevole, più giusto sembra dunque aperta. Tuttavia, gli ostacoli da superare sono ancora molti e potenzialmente mortali.

Il Partito Repubblicano controlla ancora il Senato, dove ha aumentato la sua presenza. E il Senato è l’altra camera del Congresso, dell’organo che decide quali leggi varare e quali no. È anche il solo organismo che deve approvare la decisione del Presidente in merito alla nomina dei giudici e dei funzionari federali e alla stipula di trattati internazionali. Queste esclusive riaprono la questione della giustizia in USA, soprattutto quando essa ha a che fare con le minoranze e le donne, e la problematica dell’adesione statunitense ad accordi globali sul clima, sul commercio, ecc.

D’altro canto, il Presidente potrebbe volgere la guida democratica della Camera dei Rappresentanti a proprio vantaggio. Utilizzando la retorica dell’eccessiva opposizione, potrebbe governare a suon di ordini esecutivi: l’unico strumento per evitare lo stallo causato dai continui dissidi con i suoi avversari (colpa loro!) è forzare le sue decisioni su parte del Congresso - e parte della società. L’amministrazione diventerebbe forte sì, ma in senso negativo.

È cresciuto poi il numero di Stati governati da un Repubblicano, sintomo che la base popolare repubblicana è stretta attorno al suo presidente eletto. Lo stesso si può dire del Partito, in cui i critici di Trump diminuiscono e/o sono meno vocali. Ciò significa che Donald Trump resta il leader indiscusso dei Repubblicani.

E forse quello della leadership rappresenta il maggiore problema per i Democratici. Attualmente non c’è un esponente del partito che possa opporsi a Trump. Non esiste una figura che sappia riassumere in modo convincente le molte anime dei Democratici, arrivando ad accumulare un sostegno tanto numeroso e tanto persistente da confrontarsi alla pari con il Tycoon. Nessuno rappresenta in modo convincente la comunità LGBTQI desiderosa di diritti, gli Afro-americani desiderosi di giustizia, gli Indigeni desiderosi di rispetto, gli Ispanici desiderosi di riconoscimento, le donne desiderose di emancipazione, la parte più socialista desiderosa di essere finalmente ascoltata . Esistono diversi rappresentanti di queste istanze, soprattutto tra i nuovi eletti. Ma nessuno è un efficace riassunto di tutte insieme.

La sfida più grande del partito d’opposizione statunitense in vista delle presidenziali del 2020 è dunque questa: trovare un candidato credibile, che sappia rappresentare il partito e governare con la società. Solo allora ci sarà la possibilità del tramonto dell’era Trump.


Carlotta Zaccarelli
Foto tratta da Unsplash
06/11/2018, 17:01

turismo sostenibile, sviluppo sostenibile, conservazione ambientale, cosmetici



Fa’-la-cosa-giusta-insegna-che-sostenibile-è-preferibile


 "Fa’ la cosa giusta" ha invaso anche quest’anno lo spazio di Trento Fiere. Con seminari e laboratori, le organizzazioni che hanno animato l’evento hanno potuto mostrare alle persone che è possibile (e preferibile) vivere in modo sostenibile.



Domenica 28 ottobre sono andata a Fa’ la cosa giusta, la fiera del consumo critico e degli stili divita sostenibili organizzata tutti gli anni a Trento.

Nell’arco dei suoi tre giorni in cui si tiene, sono organizzatimolti seminari e incontri durante i quali diversi esperti affrontano temi qualisfruttamento sul lavoro, turismo e sostenibilità. Questi dialoghi assolutamentepartecipativi si alternano a laboratori per bambini, ragazzi e adulti. Particolarmenteinteressanti, almeno a parer mio, sono state le attività montessoriane rivolteai genitori, i workshop sull’impatto ambientale dei cosmetici e quelli sullacreazione di creme con ingredienti naturali. 

Durante la mia visita, uno stand ha attirato la mia attenzione. Michiedeva appunto: "Io posso assaggiarele mie creme, e tu?". Come altre, anche l’organizzazione che ha usatoquesto efficacie slogan invitava a prestare più attenzione alle componenti deicosmetici. La Fiera d’altronde presentava centinaia di proposte alternative al make-up meno ecologico:le creme alla cera di api, alla bava di lumaca, al più tradizionale olio dicocco.  

Un altro stand estremamente curioso proclamava che "la verginità non è più una virtù". Echi non si sarebbe avvicinato per saperne di più? Io l’ho fatto e ho scopertoche il progetto così sponsorizzato si occupa si occupa di filati naturali rigenerati: recupera la lana o il cachemire di capinon più utilizzati e li trasforma in cappelli, guanti, sciarpe e scaldacollo.

Dunque, cosmesi, abiti... Ma anche viaggi: Fa’ la cosa giusta si è impegnata anche per educare al turismo sostenibile. Si tratta di unmodo responsabile di spostarsi e conoscere nuovi luoghi, nuove culture, nuovepersone. Invece di danneggiare i meravigliosi ecosistemi in cui sorgono i resort dove si possono rinchiudere per due settimaneall’anno, i turisti responsabili che scelgono di fare vacanza in modosostenibile si spostano e alloggiano con mezzi e in strutture rispettosi dellafauna e della flora autoctone. Inoltre, spendono - o meglio, investono i lorosoldi nell’economia locale: i lorosoldi entrano in circuiti virtuosi che li rendono direttamente disponibili alterritorio in cui sono spesi. In altre parole, il turismo sostenibile è un modoper proteggere l’ambiente e contribuire allo sviluppo socio-economico dellezone di arrivo. Il viaggio diventa inoltre non solo un’opportunità di allontanamentodal caos della città, ma anche l’occasione per incontrare le popolazioni locali,dal momento che il turismo sostenibile impiega accompagnatori dell’areavisitata: si ha quindi a disposizione veri e propri mediatori culturali.  

Il tratto distintivo di questo tipo di vacanza è sicuramente l’apertura al mondo. Ci siamoabituati a ’viaggiare’ aspettandoci di trovare gli stessi comfortche abbiamo a casa. Alcunevolte, ci sorprendiamo addirittura di non trovare i piatti dellacucina del nostro Paese,nonostante un volo di 12 ore atterrato in un paradiso esotico. Tuttavia,il turismo sostenibile, il modo in cui ci obbliga ad affrontare la vitasconosciuta attorno a noi può essere esattamente il miglior antidoto al quotidiano,così affannoso e inter(net)connesso. Persino le forme dei viaggi responsabilisono alternative: a piedi, in modo "obbligatoriamente" lento, con destinazionein alloggi eco-friendly... Le possibilità sono infinite!

Di seguito, lascio i link ad alcune organizzazioni (cooperative,community, compagnie e agenzie) che si occupano di turismo sostenibile:  
viaggiare lentamente:          www.lacompagniadelrelax.net
alloggi eco-friendly:            www.ecobnb.com
viaggi solidali:                     www.viaggisolidali.it
viaggi a piedi:                      www.waldenviaggiapiedi.it
viaggi responsabili:             www.planetviaggi.it

Laprossima tappa di Fa’ la cosa giustasarà Milano: vi consiglio di partecipare!


Giulia Montanari
Foto: Pagina facebook Fa’ la cosa giusta Trento


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