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18/07/2018, 16:42



1,5°C-è-meglio-di-2°C


 L’accordo di Parigi non è abbastanza e dobbiamo impegnarci per raggiungere 1,5°C anziché 2°C.



L’accordo sul clima di Parigi del 2015 ha delineato dueobiettivi distinti: mantenere l’aumentodella temperatura media globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livellipreindustriali e proseguire gli sforzi per limitare l’aumento di temperatura a1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, riconoscendo che ciò ridurrebbe inmodo significativo i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici.

Il sito web di Climate Home News ha pubblicato la versione inviata dal Gruppo Intergovernativo sul CambiamentoClimatico (IPCC) al gruppo esecutivo governativo che si occupa dell’obiettivo1.5°C. Questa è la seconda bozza del rapporto che valuta quale sarebbe ladifferenza tra questi due obiettivi, in termini di impatto sulla vita umana,l’economia e l’ambiente globale. Il rapporto dovrebbe essere ufficialmenterilasciato a ottobre dopo i commenti dei governi.

Ecco unalista dei concetti più significativi:

  • Il riscaldamento globale indotto dall’uomoha raggiunto circa 1 ± 0,2°C sopra i livelli preindustriali nel 2017, e staattualmente aumentando di 0,2 ± 0,1°C per decennio.

  • Èimprobabile che le emissioni passate aumentino la temperatura superficialemedia globale (GMST) a 1,5°C sopra i livelli preindustriali, ma esse rimangonola causa di altri cambiamenti, come l’innalzamentodel livello del mare e altri impatti. Se le emissioni continueranno alritmo attuale, il riscaldamento indotto dall’uomo supererà 1,5°C intorno al 2040.

  • Irischi per i sistemi naturali e umani sono inferiori per il riscaldamentoglobale di 1,5°C rispetto a 2°C ma ciò dipende nello specifico dalla posizionegeografica, dai livelli di sviluppo, dalla vulnerabilità e dalle opzioni diadattamento e di mitigazione.

  • Sviluppo sostenibile, sradicamento della povertà e diritti umani saranno considerazionichiave negli sforzi di mitigazione per limitare il riscaldamento globale a1,5°C e negli sforzi per l’adattamento al riscaldamento globale di 1,5°C.

  • Nonesiste una risposta semplice se sia possibile limitare il riscaldamento a 1,5°Ce adattare le popolazioni alle loro conseguenze, poiché questa possibilità hapiù dimensioni che devono essere considerate simultaneamente esistematicamente.

  • Rispetto ad oggi, si sono verificati aumenti sostanziali degli eventi meteorologici estremi in unmondo riscaldato a 1,5°C e tra 1,5°C e 2°C, compresi gli estremi dellatemperatura ambientale in tutte le regioni abitate, gli eventi diprecipitazione nella maggior parte delle regioni e di siccità estrema in alcuneregioni.

  • Sullaterra, i rischi degli impatti climatici sulla biodiversità e sugli ecosistemi, compresa la perdita e l’estinzionedi specie, sono sostanzialmente inferiori a 1,5°C rispetto ai 2°C. Limitare ilriscaldamento globale a 1,5°C porterà grandi benefici a ecosistemi, zone umidee alla loro conservazione. Il surriscaldamento, se molto superiore a 1,5°C (adesempio vicino a 2°C), potrà avere impatti irreversibili su alcune specie,ecosistemi, le loro funzioni ecologiche e i loro servizi per gli esseri umani,anche se il riscaldamento globale si stabilizzerà a 1,5° C entro il 2100.

  • Limitare il riscaldamento a 1,5°C rispetto ai 2°C ridurrebbe sostanzialmente irischi per la biodiversità marina,gli ecosistemi e le loro funzioni ecologiche e per i servizi forniti agliesseri umani nelle aree costiere e oceaniche, specialmente negli ecosistemiartici e nelle zone dove i coralli si sciolgono a causa dell’acqua troppocalda. Entro il 2100, con il riscaldamento globale limitato a 1,5°Cl’innalzamento del livello del mare sarebbe di circa 0,1 m inferiore.

  • Gliimpatti sulla salute,l’approvvigionamento di cibo e acqua,la sicurezza umana e le infrastrutture aumenteranno con 1,5°Cdi riscaldamento rispetto ad oggi, e ancor più con un riscaldamento di 2°Crispetto a 1,5°C .

  • Limitare il riscaldamento globale a 1,5°C nel contesto dellosviluppo sostenibile e dell’eliminazione della povertà richiede un portafogliodi azioni di mitigazione e adattamento che funzionino su tutti i settori e apiù livelli. La fattibilità di queste azioni dipenderà da alcuni accorgimentiin ambito finanziario, tecnologico ecomportamentale.  

  • Attuare politiche per limitare con successo il riscaldamentoa 1,5°C e per adeguare l’umanità a questo riscaldamento implica azioni di cooperazione internazionale, nonché ilrafforzamento della capacità istituzionale delle autorità nazionali esovranazionali, della società civile, del settore privato, delle città, dellecomunità locali e delle popolazioni indigene. 

Vi suggeriamo di dare un’occhiata al report per intero.


Francesca Melis 









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